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... POTERE AL POPOLO ...
POLITICA
6 maggio 2008
il contestatore dei contestatori





Questo post è dedicato al  giornalista Paolo Barnard.
Paolo Barnard è un  ex collaboratore di Report (la trasmissione di Milena Gabanelli in onda su rai 3) infuriato con la Rai e segnatamente con la brava conduttrice della trasmissione, rea, secondo lui di averlo abbandonato di fronte ad una causa civile che sta affrontando come conseguenza diretta di un’inchiesta da lui realizzata per il programma.
L’11 ottobre del 2001 va in onda all’interno della puntata di Report l’inchiesta di Barnard dal titolo “Little Pharma & Big Pharma“. Nel suo lavoro il giornalista raccontava la diffusione della pratica del "comparaggio", un reato punito dalla legge, che sarebbe stato commesso da alcune case farmaceutiche allo scopo di ottenere un numero maggiore di prescrizioni dei loro farmaci attraverso la corruzione dei medici di base.Nel 2004 la Rai, Report e Barnard vengono trascinati in tribunale da un informatore farmaceutico che si ritiene danneggiato dal contenuto dell’inchiesta. Sui tre soggetti pende la richiesta di un ingente risarcimento danni. Per il giornalista è l’inizio di un’avventura giudiziaria che rischia di mettere in ginocchio le sue finanze fra le spese legali da sostenere e l’incubo di una possibile condanna.
L’accusa mossa da Barnard alla Rai e a Report è quella di averlo abbandonato due volte di fronte alla causa civile che dovrà affrontare: prima negandogli l’assistenza dei legali della tv di stato, poi avviando formalmente una “messa in mora” nei suoi confronti. In sostanza se il verdetto del procedimento civile dovesse essere sfavorevole la Rai e Report si potranno rivalere economicamente sullo stesso Barnard.
A quel punto il  freelance diviene  protagonista di alcune prese di posizione nelle quali contesterà apertamente tutto quel “movimento” animato da Beppe Grillo e che vede fra i suoi più illustri esponenti Marco Travaglio e in qualche modo la stessa Milena Gabanelli.
Ammetto che le sue tesi sono alquanto interessanti, affascinanti e molto verificabili. Le sue tesi sono molto forti e rischiano di capovolgere il mio pensiero sui movimenti sociali organizzati (vedi Grillo ecc...). Ho sintetizzato cosi le sue posizioni:

Il Movimento che voleva quell'Altro Mondo Possibile (dunque come contrasto al Sistema) è anch'esso miserabilmente meschino, avido, Vip e cioè qualitativamente identico al Sistema che vorrebbe contrastare. Egli vede replicato all'interno del Movimento il maledetto meccanismo, identico a quello dei Vip massmediatici, dove i nostri Vip, quelli della "nuova Italia pulita, quella giusta", accolgono la delega a pensare, ad agire, a combattere di migliaia di persone che li adorano, e loro quella delega la accettano ingordi di protagonismo invece che aiutare tutte quelle persone ad adorare sé stessi, a divenire i Travaglio e i Santoro di sé stessi, a costruirsi i libri da sé, a sentirsi tutti e ognuno lassù sul palco col microfono in mano e capaci di combattere con le proprie idee.I nostri paladini dell'informazione pulita, censurano le idee scomode, esattamente come fa Vespa, non tollerano il minimo dissenso, esattamente come fa Ferrara.
Storditi dalla girandola delle manifestazioni, dai tripudi nelle serate con le nostre star, dall'indignazione che ci portiamo a casa dopo le nostre feste colorate e dopo la lettura dei libri scritti dai nuovi "moralizzatori", continuiamo a dimenticarci che il 99% degli italiani che votano e consumano ci ignorano totalmente, perché li abbiamo abbandonati alla comunicazione di chi invece ha lavorato 24 ore su 24 per 35 anni per parlargli, di chi si è mischiato fra di loro e li ha ipnotizzati, e cioè le destre neoliberali grandi promotrici dell'Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità, quelle che ci hanno fottuti tutti, e loro sono i veri vincitori del mondo.
Eravamo invece l'unica speranza rimasta a fronteggiare il trionfo internazionale del Sistema massmediatico e neoliberista. L'annullamento di quella speranza si sta consumando per mano dei nostri stessi leader alternativi e con il nostro pieno ed euforico consenso. Questo, mentre il Sistema se ne sta tranquillo a guardare in piacevole stupore (il Sistema, quello vero, quello che non sta a Palazzo Chigi).
E' accaduto che noi, gli antagonisti, abbiamo riprodotto al nostro interno le medesime strutture del Sistema che volevamo contrastare. 
Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata "Cultura della Visibilità", che è la cultura dei personaggi e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all'equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci.
I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante. Essi di fatto svuotano l'Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta. Ecco come: 
-  I Personaggi, ponendosi come tali, inevitabilmente ci trasmettono la sensazione di sapere sempre più di noi, di poter fare più di noi, di aver sempre più carisma di noi, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità  che noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi. Il paragone inevitabile fra la nostra (generalmente fragile) autostima e l'immagine di grandezza dei Personaggi, fra il nostro limitato potere e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullarci. Tantissimi di noi infatti pensano "ma da solo cosa posso mai fare? cosa conto? chi mi ascolta?". Smettiamo così di pensare e di agire autonomamente e corriamo ad affidarci ai suddetti Personaggi, che prontamente ci forniscono un pensare e un agire preconfezionati, che noi fotocopiamo in un'adesione adorante e acritica. E questa è, insieme, una rovina per noi e la salvezza del Sistema, per le ragioni che esporrò a breve. Abbiamo così ricreato una verticalità e nuove Caste.La loro imponenza, cultura, e visibilità rimpiccioliscono noi, che deleghiamo loro praticamente tutto. E infatti in assenza dei personaggi, delle loro analisi e delle loro iniziative, la maggioranza di noi diviene inerte. Ecco perché le migliaia di noi che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all'indomani. 
- Tutti i sopraccitati Personaggi, dai comici ai preti ai giornalisti, hanno dato l'avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell'indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante. Eppure, che la politica italiana fosse ladra e corrotta, milioni di italiani lo sapevano benissimo già prima che molti di questi industriali dell'indignazione nascessero, e assai poco è cambiato. Allora, a che serve procedere compulsivamente ad aggiungere denuncia a denuncia e indignazione a indignazione? In realtà questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l'auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. Ed  è proprio questa auto assoluzione che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell'unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra.
La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all'anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri. Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono belle anime in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l'istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po' opaco dell'impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta. E invece a braccetto con l'industria della denuncia e dell'indignazione ci auto assolviamo e ci ri-annulliamo.  
Dovevamo invece essere aiutati a crescere per divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso. Dovevamo imparare a scrivere, ciascuno di noi a suo modo, il libro della propria denuncia dei fatti e della propria analisi accurata dei fatti, dovevamo imparare a fare ogni giorno il nostro personale Tg, i politici di noi stessi, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno. Ciascuno di noi sul proprio palco, sotto i propri riflettori,non importa quanto colti, quanto intelligenti, poiché l'unico motore del nostro agire doveva essere la fede nell'insostituibile importanza di ciascuno di noi.
Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate,ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del "cosa si deve fare", se non addirittura dell'organizzazione nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. A scintillare non dovevano essere i Grillo e i Travaglio, doveva essere ogni singola persona comune, per sé, in sé. Tutto ciò, in un rapporto sempre e solo orizzontale.
Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori. Dunque potenti, sani in una dialettica sociale sana. Gente in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e che mai si farebbe trascinare dall'errore fatale dell'adesione acritica all'analisi di qualcun altro.
Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia. 
Noi persone civicamente impegnate siamo finiti a berci tutto questo senza neppure più vederlo. E il pericolo è che un affidamento così sciagurato a figure così ipertrofiche con tali metodi e con quella struttura di relazione verticale ci sta portando tutti insieme nel baratro.
Credete veramente che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva? Ma credete veramente che coloro che in soli 35 anni hanno saputo ribaltare due secoli e mezzo di Storia, coloro che hanno reso di nuovo plausibile l'inimmaginabile, nella quotidiana vita di 800 milioni di cittadini occidentali, coloro che muovono 1,5 trilioni di dollari di capitale al giorno, coloro che tengono ben salde nelle loro mani tutte le leve della nostra Esistenza Commerciale stiano perdendo anche un singolo secondo di sonno per noi e per i nostri Guru? Ma avete un'idea di come lavorano questi? Dovete capire il potere di chi è riuscito in un attimo della Storia a compattare migliaia di destre economiche eterogenee sotto un'unica egida e sotto un pugno di semplicissime ma ferree regole, per poi travolgere il pianeta ribaltandolo da cima a fondo. Il Potere è ed è stato coeso, annullando ogni individualismo fra i potenti, è ed è stato disciplinato all'inverosimile, ossessivamente preciso in ogni analisi, immensamente competente, sempre silenzioso, al lavoro 24 ore su 24 senza mai un respiro di pausa, comunicatore raffinato, con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali.
Dobbiamo fermarci, fermare tutta la nostra macchina di oppositori civici, Movimenti inclusi, e guardarci dentro. Forse non siamo tanto migliori o differenti dal Sistema che vorremmo contrastare, dalle persone che tanto detestiamo. Forse abbiamo replicato il loro sciagurato modello di rapporti.
Io ho suggerito una strada, cioè il percorso di crescita individuale in consapevolezza e in autostima di ciascuna persona in assenza di Guru e di Vip, e in assoluta orizzontalità critica. Ma con un'aggiunta: è ora di piantarla con questa febbre autoassolutoria nutrita dall'industria della denuncia per nutrire le sue Star e che paralizza noi. Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta. E' ora di farsi carico, e prima di tutto:
- farsi carico dei propri talenti, non importa se molti o pochi, con pari dignità rispetto a chiunque altro;
- farsi carico delle proprie responsabilità, senza scaricare le colpe solo sui potenti;
- accettare ciascuno di noi di pagare ogni prezzo lungo la strada per un mondo migliore; 
- creare consenso fra la gente sui valori comuni e su quei prezzi da pagare;
Divenire in altre parole cittadini adulti che, senza guru e senza vip, sappiano partecipare in orizzontale.

Le parole di Barnard sono dirette e incisive. Difficile dare un giudizio.
Mi viene solo da riflettere........

Barnard parla della censura subita sui blog di Grillo, Report e Annozero (video youtube)

Barnard sul V2day (video youtube)

Barnard sulle 3 proposte del V2day (video youtube)

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