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... POTERE AL POPOLO ...
POLITICA
26 giugno 2008
Umorismo o realtà?





I dodici articoli della Costituzione.
Le basi democratiche del nostro assestto giuridico e culturale. Ormai puzzano di vuoti principi ed hanno perso la loro fondamentale funzione: orientare l'intera attività legislativa ed esecutiva, nell'attuazione dei valori fondanti di una società sana.
Ecco la proposizione dei 12 enunciati fondamentali nella versione ufficiale (quelli della carta del 48) e nella versione umoristica che è maledettamente più rispondente alla realtà delle cose.

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

L’Italia è una Repubblica anche fin troppo democratica fondata sulla raccomandazione e sulle palle quadre del cittadino che ogni giorno è costretto a lavorare in condizioni umilianti e frustranti.
La sovranità appartiene ai potenti ed a chi  è più furbo e disonesto e la esercita come e quando vuole, fuori dai limiti della costituzione. 

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 La Repubblica non garantisce alcun diritto, a meno che l’uomo sia disposto a pagare profumatamente, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità attraverso forme di usura legalizzata come le banche o caricandosi di imposte e tasse che pagherà in maniera inderogabile a parte chi, impunemente può permettersi di evaderle. 

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Non tutti i cittadini hanno parità e dignità sociale e non sono uguali davanti la legge.  Ci sono distinzioni di sesso (la donna  sempre meno ,altro che in Spagna), di razza (se non sei italiano devi essere sfruttato soprattutto dalle associazione a delinquere ed essere considerato clandestino), di lingua (o parli italiano o ti attacchi al…..), di religione (conta solo e rigorosamente quella cattolica), di opinioni politiche (valgono solo quando si è in prossimità del voto, poi dimenticale), di condizioni personali e sociali (devi essere miliardario, furbo e bastardo altrimenti non hai diritti). 
Sarà compito della Repubblica non rimuovere gli ostacoli  dietro lauti compensi, limitare al massimo ogni tipo di libertà(di essere informati ad esempio), impedire il pieno sviluppo della persona umana e impedire l’effettiva possibilità di lavorare dei più meritevoli a discapito dei raccomandati. E' espressamente richiesto l’esilio verso altri paesi per le menti geniali.

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La Repubblica riconosce il diritto al lavoro solo ai raccomandati o figli di papà o “lecchini” del sistema clientelare. Si accettano tangenti e prestazioni sessuali di ogni tipo. Per questo promuove le condizioni che rendano effettive queste situazioni.
Ogni cittadino che non ha possibilità di seguire le regole dettate dal suddetto articolo sarà costretto a svolgere il lavoro più umiliante e meno remunerato possibile che concorra al progresso soprattutto materiale del proprio datore di lavoro.

Art. 5.

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

 La Repubblica, una e indivisibile (Bossi permettendo) non riconosce affatto nessun tipo di autonomia locale, eccetto l'autonomia di Lombardo e dei suoi amici mafiosi. Adegua i suoi principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze della criminalità organizzata.

Art. 6.

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche

 La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze aristocratiche.

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

 Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani ma solo sulla carta costituzionale.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi che non possono essere modificati in alcun modo nonostante siano stati scritti e accettati durante la dittatura fascista. Questi prevedono che la Chiesa può intervenire su tutti gli aspetti della vita politica del paese imponendo allo Stato Italiano propri rappresentanti all’interno del Parlamento e ammonendo e scoraggiando qualunque tipo di iniziativa scientifica che tenda a far progredire il paese. Basta dichiarare sempre che si tratta di questioni etiche e morali. 

Art. 8.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Le confessioni religiose non sono egualmente libere davanti alla legge. Conta sempre e solo la religione cattolica.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica non hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto contrastano con i principi indissolubili dei Patti lateranensi e il potere supremo della Chiesa.
I loro rapporti con lo Stato sono tenuti a stretta sorveglianza dalla Chiesa cattolica e dai suoi vicari.

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

La Repubblica non è tenuta a tutelare lo sviluppo della cultura in quanto bisogna che i cittadini non siano sufficientemente in grado di comprendere le nefandezze dei suoi rappresentanti. Non tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione(vedi monnezza a Napoli e degrado delle periferie delle città.)

Art. 10.

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.


L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute ma solo perché non ne capisce un cazzo.
La condizione dello straniero è regolata da leggi razziste non in conformità con le norme ed i trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche ha diritto di asilo nelle confortevoli carceri italiane secondo le condizioni stabilite dalle legge

Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali solo se gli USA non partecipano o iniziano guerre senza senso per il predominio del mondo. In quel caso non contano né la pace né la giustizia ma bensì il fatto di dover puntualmente apparire come un cagnolino a causa diella sconfitta in  un’altra stupida guerra (la seconda mondiale).

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

La bandiera della Repubblica è interamente verde con al centro il simbolo del carroccio ed in basso il logo Mediaset. Il sedere degli italiani invece sarà a bande verticali di uguale dimensioni.
Il colore  del sedere sarà lberamente scelto da ogni singolo cittadino sulla base delle sue esperienze personali.



Liberamente ispirato a "la costituzione italiana in chiave umoristica" (loschiaffo.org)


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permalink | inviato da rizzocitizen il 26/6/2008 alle 23:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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