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... POTERE AL POPOLO ...
POLITICA
30 dicembre 2008
duemilaotto/2



Proseguiamo la rassegna dei fatti più significativi di questo scellerato anno. Ecco il secondo semestre del 2008.

LUGLIO

La prima parte dell'anno si conclude con il via libera al Senato del discusso “pacchetto sicurezza”. Il provvedimento, che tra le altre cose bloccherà circa 100 mila processi, è anche motivo per il degenerare dei rapporti tra maggioranza e opposizione, inizialmente tesi al dialogo e al confronto. Cambiano anche i rapporti nella stessa opposizione. Di Pietro si prepara a scendere in piazza contro il governo l'8 luglio, il Pd di Veltroni, invece, non partecipa e annuncia un'altra manifestazione di piazza per il 25 ottobre. Mentre in strada la bufera si era appena scatenata, in aula i provvedimenti voluti dal governo procedono con zelante puntualità. Giovedì 10 luglio passa alla camera il lodo Alfano. Il disegno di legge firmato dal ministro della Giustizia che garantisce l'immunità giudiziaria alle quattro principali cariche dello Stato passa così  all'esame del Senato dove il via libera è scontato. Contemporeneamente vengono apportate delle modifiche alla norma “blocca-processi”. Il testo, nella nuova formulazione, prevede che non ci sia più nessuna sospensione dei processi, ma solo un rinvio, fino a 18 mesi, di quelli "meno importanti". Sparisce quindi l'automatismo della sospensione di un anno dei processi per reati commessi entro il giugno 2002. La modifica soddisfa l’Anm ma non l’opposizione, che considera la variazione apportata solo la dimostrazione che, all’indomani dell’approvazione del lodo Alfano, le leggi promosse dalla maggioranza avessero solo il fine di salvare premier dalle sue vicende giudiziarie.
Se il Pd è impegnato a contrastare le iniziative dell'esecutivo, la sinistra radicale tenta la ricostruzione. Rifondazione ci prova con il congresso che dovrà scegliere tra il governatore della Puglia, Nichi Vendola, e l'ex ministro della Solidarietà sociale nell'ultimo governo Prodi, Paolo Ferrero. Vendola, pur contando su una quota importante di consensi non riesce a catalizzare intorno alla sua mozione i voti necessari. La spunta l’ex ministro Ferrero che raccoglie le frange più radicali del partito uscito decimato dalle elezioni.
Dopo sei anni e quattro mesi di prigionia Ingrid Betancourt viene liberata dall'esercito colombiano assieme ad altri quattordici prigionieri, di cui tre americani e undici colombiani. Betancourt, di cittadinanza franco-colombiana, si era candidata alle elezioni presidenziali colombiane nel 2002, anno in cui è stata rapita. 

I fatti nel dettaglio, settimana per settimana:
Tornano i Girotondi (29/6 - 5/7)
La settimana delle due opposizioni (6/07 - 12/07)
Immunità e sicurezza (13/7-27/7)
Dal congresso di Rifondazione al caso Englaro (27/7 - 2/8)

Agosto

Fra le polemiche sui diritti umani, in Cina iniziano le Olimpiadi. La XXIX edizione dei Giochi Olimpici dell’era moderna iniziano nella tensione generale. Le proteste temute, tuttavia, si limitano a gesti simbolici e pacifici. La delegazione italiana partecipa compatta alla sfilata d’apertura, nonostante le polemiche in patria innescate dalle proposte di Gasparri e Meloni, esponenti della maggioranza, che chiedevano di disertare la cerimonia d'apertura. Tradizionalmente, il periodo dei Giochi, sospendeva temporaneamente i conflitti esistenti tra le nazioni. In questa edizione è successo il contrario: dopo la crisi scoppiata in Ossezia, la Georgia ha deciso di ritirare la sua delegazione dai giochi. Il conflitto tra Georgia e Russia, scoppiato alla vigilia dell'inizio dei Giochi quando l'esercito georgiano ha circondato Tskhinvali, il capoluogo dell'Ossezia del Sud, si è poi esteso alla provincia ribelle dell’Abkhazia. 
In America, infine, si prepara il terreno per il rush finale delle elezioni presidenziali. Dopo la sovraesposizione mediatica che Obama ha ottenuto con la convention democratica di Denver, il suo avversario, John McCain, gli ruba per un paio di settimane le prime pagine dei giornali con la scelta, a sorpresa, di Sarah Palin come suo vice.

I fatti nel dettaglio, settimana per settimana:
Dalla Cina alla Georgia (3/8 - 9/8)
Prove d'autunno (10/8 - 16/8)
Da Pechino a Denver (17/8 - 23/8)


Settembre

Bruciati i 300 milioni del prestito ponte di aprile, la compagnia aerea di bandiera, grazie al nuovo decreto, potrà essere venduta dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, in tempi brevissimi e a trattativa privata. Vendita che vede in prima linea, anche perché tecnicamente favorita dal decreto approvato, la CAI (Compagnia Aerea Italiana) guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, la “good company” costituita con l'obiettivo di dare vita alla nuova compagnia di bandiera italiana.
Anche gli Stati Uniti sono impegnati in rocambolesche opere di salvataggio. Lo fa due volte con le agenzie specializzate in mutui, Fannie Mae e Freddie Mac, ma lascia fallire la Lehman Brothers. E' il primo tassello del domino a cadere. La crisi dei mutui subprime investira rapidamente anche l'Europa nonostante le massiccie misure di salvataggio messe in atto dal presidente George W. Bush e dal suo ministro del Tesoro, Henry Paulson.

I fatti nel dettaglio, settimana per settimana:
Fallimento Alitalia (31/8 - 6/9)
E si tornò a parlare di Salò (7/9 - 13/9)
Un bluff da campagna elettorale (14/9 - 20/9)
L'ultima possibilità per Alitalia (21/9 - 27/9)


Ottobre

Scuole e atenei di tutta Italia ad Ottobre entrano in rivolta contro la riforma Gelmini, il pacchetto di nuove misure che riguardano l'istruzione varato dal governo Berlusconi. Alle proteste contro i tagli previsti dal decreto, si aggiungono anche quelle legate all’emendamento presentato dalla Lega Nord circa le classi ponti (o classi d’inserimento, come modificato nella mozione approvata alla Camera) destinate ai bambini stranieri.  Le manifestazioni organizzate in tutta Italia contro la riforma della scuola hanno il loro apice a Roma, il giorno dopo l’ultimo via libera del senato al decreto Gelmini. Sono un milione le persone accorse nella capitale. Una moltitudine che sarebbe stata difficile da ignorare se non fosse stato per gli scontri avvenuti in piazza Navona. Qui, studenti di destra e di sinistra sono arrivati allo scontro duro.
Alla legge Gelmini l’opposizione risponde con un referendum. Questa l’idea del Partito Democratico e di tutti gli altri partiti non appartenenti alla maggioranza. Unico escluso è l’Udc di Casini. Compatta, invece, l’adesione di Comunisti Italiani, Rifondazione, Verdi, Sinistra Democratica e Idv.

I fatti nel dettaglio, settimana per settimana:
Una nuova opposizione (28/9 - 3/10)
Il mese delle piazze (4/10-11/10)
La rivolta della scuola (12/10-18/10)
Il rumore della piazza (18/10-25/10)
La settimana dell'Onda (26/10 - 1/11)


Novembre

Barack Obama è il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Si tratta del primo afroamericano a varcare la soglia della Casa Bianca. La sua vittoria è massiccia. Conquista 364 Grandi Elettori a fronte del magro risultato di John McCain che, invece, ne porta a casa soltanto 174. La vittoria si rispecchia anche nel risultato ottenuto al Senato dove il Partito Democratico ha ulteriormente rafforzato la sua maggioranza.  Pochi giorni dopo, il 16 novembre, gli Usa annunciano il ritiro delle truppe entro il 2011.
In Italia arriva alla conclusione il processo per i fatti di Genova, con una sentenza che ha fatto discutere. Sono stati assolti i vertici della polizia per le violenze del 21 luglio 2001, durante il G8, all'interno della scuola Diaz. Dei 29 imputati, 13 sono stati condannati e 16 assolti. Il tribunale di Genova ha inflitto pene per complessivi 35 anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati. 
Mentre nell'aule di tribunale la gente urlava “vergogna” a Roma si consuma, tra maggioranza e opposizione, un lungo tira e molla sull’elezione dei presidente di Vigilanza della televisione pubblica. Al momento del voto, però, la maggioranza non elegge il candidato indicato dall’opposizione, Leoluca Orlando dell’Idv, ma un altro componente della commissione, Riccardo Villari del Pd. Si verifica uno strappo nella consuetudine, il Pd parla di “atto da regime” mentre chiede le dimissioni del suo esponente. Dimissioni che , però, non arrivano finché, dice lo stesso Villari, non si troverà un accordo su di un altro nome. In realtà l'accordo arriva e il nome è quello di Sergio Zavoli, ma Villari non cede e il Pd decide di espellerlo dal partito.
Se il Pd ha a che fare con beghe interne, Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi nel 1994, si scioglie. Il Consiglio nazionale infatti ha approvato per acclamazione la mozione che prevede la convergenza del partito nel Popolo della libertà. 
I giudici della Corte d'appello civile di Milano hanno concesso ai medici di staccare il sondino che alimenta Eluana Englaro, la ragazza di Lecco in coma da sedici anni dopo un incidente stradale. La sentenza ha riaperto il dibattito sul caso e i pareri sono contrapposti. Se da destra si parla di “omicidio di Stato”, da sinistra si ammette la sconfitta del Parlamento incapace, in tante legislature, di approvare una legge adeguata.
A novembre arrivano anche le misure del governo per poter far fronte alla crisi degli ultimi mesi. Il Consiglio dei Ministri approva il pacchetto con le misure anti-crisi: molti gli interventi contenuti nel provvedimento tra cui spiccano il bonus straordinario per le famiglie fino a 1.000 euro e gli interventi per calmierare i mutui a tasso variabile.  Viene presentata anche la Social Card.

I fatti nel dettaglio, settimana per settimana:
La promessa americana e la gaffe italiana (1/11-8/11)
Due paesi contro (8/11-15/11)
"Il presidente espulso" (15/11-22/11)
Contro la crisi (22/11-29/11)


Dicembre

La Commissione non prende posizione sul fatto che il tasso sia del 10 o del 20 per cento, ma non è possibile applicare due tassi diversi». Sono queste le ultime parole, da parte dell’UE, che mettono fine alla lunga vicenda sull’ aumento iva sulle pay tv voluto dal governo. Nonostante la martellante campagna mediatica di Sky e le critiche provenienti dall’opposizione, il caso si conclude con l’ok della Commissione Ue. Tuttavia rimane la scelta politica di alzare la tassazione, invece che diminuirla come previsto, e l’interminabile questione del conflitto d’interessi che ancora inquina l’equilibrio politico italiano.
Il 4 dicembre si verifica un fatto grave e senza precedenti. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede gli atti sul caso De Magistris, dopo che le reciproche perquisizioni tra le procure di Salerno e di Catanzaro.
Negli stessi giorni in cui George W. Bush ammette l’errore della guerra in Iraq, Barack Obama, dopo la squadra economica, ha presentato anche i team destinati alla politica estera e alla sicurezza nazionale, sostanzialmente confermando i nomi che erano circolati nei giorni scorsi. Tra questi, c’è l’avversaria della primarie presidenziali: Hillary Clinton, futuro Segretario di Stato Usa.
Il 2008 è destinato a chiudersi tra le violenze. In Grecia non si placano gli scontri scoppiati tra studenti e polizia dopo l'uccisione di Alexis Grigoriopoulos, lo studente quindicenne ucciso da un proiettile di un poliziotto.  In Israele, invece, la pace sembra diventare sempre più lontana. Il 27 dicembre Israele ha sferrato massicce incursioni aeree contro Hamas nella Striscia di Gaza, uccidendo circa 230 palestinesi e ferendone altri 400 in rappresaglia alla ripresa dei lanci di razzi dal territorio controllato dagli integralisti islamici. 

I fatti nel dettaglio, settimana per settimana:
Telenovela Sky (29/11-6/12)
Crisi, clima e il monito del Quirinale (6/12-13/12)
La crisi del Pd (14/12-20/12)

(fonte)


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POLITICA
12 novembre 2008
la differenza tra il segno e l'apparenza

 

Scena tratta dal film Paz.
A mio parere una delle scene più spassose del cinema italiano.
Un grande Max Mazzotta nei panni dello studente impreparato.
Uno spaccato della realtà universitaria italiana, attraversata in questi giorni da comprensibili tumulti.

"ho capito ma questa non è una società meritocratica, qui tutti diventano qualcuno per merito di qualcun altro e solo io, che sono un povero cristo devo fare i conti con la regola ma guarda un pò"
 
Guardate il video.
POLITICA
4 novembre 2008
Paolo Barnard

Parlo ancora di Paolo Barnard.
Le sue tesi mi affascinano come lui non vorrebbe.
Lui scrive: "Detesto in modo assoluto la cultura dei ‘personaggi’, la cosiddetta Cultura della Visibilità (leggi Vip), sia quella massmediatica propria del Sistema che quella ‘antagonista’ del nostro Antisistema(Travaglio, Grillo ecc..).
In un altro post mi occupai delle sue considerazioni sul V-Day e sui protagonisti del c.d. Antisistema che crea masse adulatrici che vedono questi Vip come i depositari assoluti della verità!

Pubblico ora alcune sue considerazioni (tratte dal suo blog, meravigliosamente scarno) sulla protesta anti-Gelmini:

"No, così non va cari studenti, cari insegnanti, cari attivisti. L’opposizione e l’indignazione sono fallate quando sono selettive, quando cioè si animano contro l’uno ma non contro l’altro. Poi: nulla di buono potrà mai scaturire se è solo un’ossessione per l’ Odioso Designato (Silvio Berlusconi) che vi ha infiammati fino a questo livello. Infine: la protesta è ancor più vana quando sbaglia clamorosamente il target.
Sarò subito chiaro. Le masse di voi giovani che oggi sconquassano istituti e atenei per protestare contro l’assalto all’istruzione dell’attuale ministro, rimasero inerti quando quell’assalto veniva pianificato dal governo Prodi, con colpi di scure assai più profondi di quelli oggi in gioco. Dov’eravate ragazzi? E i vostri docenti? [...]
No, così non va cari ragazzi. Lo slancio civico, la difesa dei diritti, sarebbero in voi una manifestazione straordinaria se non fosse che ancora una volta l’evidenza mi costringe a concludere che ciò che anima questo vostro insolito livello di indignazione è la deleteria febbre contro l’Odioso Designato, e non la sostanza dell'ingiustizie.
Ancora una volta. Come ai tempi del desolante spettacolo delpacifismo’ italiano di cinque anni fa. Ricordiamo tutti quell’epocale 15 febbraio del 2003, quando una massa di quasi tre milioni di italiani marciò su Roma per protestare contro l’intervento italiano in Iraq e in Afghanistan. In Iraq l’Italia è rimasta per nove mesi del governo di centrosinistra, in Afghanistan ancora siamo. Ma dei tre milioni di ‘pacifisti’ del 2003, quanti scesero in piazza nei mesi del mandato Prodi dall'aprile del 2006? Lungo cioè la terrificante strage di civili che le cosiddette coalizioni hanno perpetrato in quei due Paesi e che oggi arriva a una stima di oltre un milione e seicentomila morti? Poche centinaia si agitarono nelle piazze, di cui neppure uno dopo l’annuncio lanciato da Luciano Bertozzi su Nigrizia che ci rivelava come il buon Prodi avesse previsto nella finanziaria 2008 qualcosa come… 23 miliardi di euro in spese militari, armando poi Paesi come la Turchia o Israele, vere e proprie bestie nere dei Diritti Umani. Perché allora, col centrosinistra a palazzo Chigi, neppure una frazione dell’indignazione febbrile che oggi vi percuote fece capolino nelle strade? Mi dite perché?
Infine. Dove state andando a sbattere? Contro chi? Ha senso indignarsi con il pescecane che ha azzannato la rete del pescatore? Mi spiego, è semplice. Le destre politiche di tutto il mondo sono cromosomicamente programmate dai loro padroni per fare una e solo una cosa: distruggere il bene comune e il senso di collettività, per sempre, e imporre il privato individuale ovunque. Sono nate per fare questo. Punto. Esattamente come gli squali sono nati per azzannare. Significa demolire scuola pubblica, sanità pubblica, servizi pubblici.
Possiamo certamente inorridire, ma che senso ha indignarsi con chi sta facendo il suo dovere? L’indignazione se la meritano coloro il cui compito era di impedire che la destra facesse il suo dovere: e cioè la sinistra, la miserevole inesistente patetica sinistra. Quella cosa che oggi sta appiattita sotto lo stuoino della destra pur continuando a biascicare retoriche di sinistra.

Le leggi dell’Odioso Designato si disfano in poche settimane se c'è il consenso politico (cioè popolare). Il problema è che quel consenso non c'è, o meglio, la sinistra non ha saputo crearlo, non ne è stata capace, anzi: non ha voluto. Questo è il problema. Invece di perdere tempo a odiare Berlusconi e il suo clan, perché non vi chiedete le ragioni per cui le sinistre sono finite a brandelli, svendute alle destre, protettrici del piduista Silvio, privatizzatrici, precarizzatrici, traditrici del nostro bene comune?
Indignatevi con loro ragazzi, strattonatele, prendetele a schiaffi, fate i sit-in e le lezioni in strada di fronte alla CGIL, alle sedi del PD, sotto casa di Romano Prodi. Questo ha senso. La destra fa il suo dovere. E' la sinistra che non l'ha fatto."



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POLITICA
30 ottobre 2008
Cossiga e la storia che si ripete





Intervista da brividi. Di un disperato cinismo. Ad opera di un pilastro della storia repubblicana italiana.
Leggete l'intervista di Cossiga al quotidiano "La Nazione" rilasciata il 23 Ottobre.
Trovate analogie con gli scontri di questa mattina al senato, provocati ad arte da esponenti di Forza nuova, probabilmente mandati a far casino dall'alto?
Ecco un estratto (l'intervista integrale qui ) dell'intervista:

A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno[...] 
Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città[...]
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri[...]
Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano[...].

Cossiga oggi era presente al Senato ed ha votato la schifezza Gelmini!!!!
La storia si ripete.
Siamo un paese indecente, incapace di zittire chi ci ha rovinato.




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