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... POTERE AL POPOLO ...
POLITICA
20 giugno 2009
Io voto NO-NO-SI


 
Domani e lunedi si vota per il referendum, tra il silenzio assordante dei media.
A me sembra che il motivo di questa disinformazione sia a causa del terzo quesito, di fatto l'elemento di disturbo, o meglio, il prezzo da pagare per l'affermarsi del SI nei primi due quesiti, che porterebbero sulla strada del bipartitismo, voluto da PD e PDL.
Ecco un articolo apparso su Lavoce.info, dove si spiegano i meccanismi di questa tornata referendaria:

I referendum elettorali sono tre. Il primo elimina la possibilità di formare coalizioni per conseguire il premio di maggioranza a livello nazionale per la Camera. Il secondo fa lo stesso per i premi di maggioranza regionali al Senato. Il terzo elimina la possibilità, usata principalmente dai capi-partito, di candidarsi contemporaneamente in più circoscrizioni. La poca attenzione finora prestata ai referendum si è incentrata sul primo e sul secondo. Voglio qui andare controcorrente, iniziando la discussione dal terzo.

IL REFERENDUM SULLE CANDIDATURE MULTIPLE

L’attuale sistema elettorale prevede liste chiuse, ossia gli eletti di un partito o coalizione vengono determinati dall'ordine in cui appaiono in lista. Dato che l'ordine è a sua volta determinato dai dirigenti del partito, questo fornisce loro un enorme potere. Tale potere sembrò però insufficiente agli estensori della legge elettorale. Dopotutto, alla fine, quanti deputati e senatori elegge un partito viene ancora determinato dal numero di voti ricevuti; anche se tutti hanno una idea approssimativa dei voti che un partito può prendere, sorprese negative o positive sono possibili. Ne segue che, almeno occasionalmente, il candidato designato può non essere eletto o il candidato non particolarmente desiderato può farcela. Come fare per rendere più ferreo il controllo dei capi-partito sugli eletti?
La risposta è: candidature in più collegi. Questa possibilità, concessa dalla legge elettorale, viene normalmente sfruttata dai capi-partito per decidere ex post chi eleggere. Il succo del meccanismo è il seguente. Supponiamo che il partito X si aspetti di ottenere due seggi nel collegio 1 e due seggi nel collegio 2. A esser sicuri del risultato, basta mettere persone gradite ai capi-partito nei primi due posti della lista nel collegio 1 e nel collegio 2. Ma può accadere che ci siano sorprese, e in almeno un collegio i seggi siano tre, oppure uno. Si rischia in tal modo di ottenere l'elezione di qualcuno che non è stato unto dai capi-partito, o si rischia di far mancare la poltrona a qualcuno cui è stata promessa.
È qui che entrano in gioco le candidature multiple. Sostanzialmente, si mette il capo del partito come capolista nei due collegi, e dietro un paio di nomi di fedelissimi. Supponiamo ora che nel collegio 1 il partito ottenga due seggi e nel collegio 2 ne ottenga tre. Senza candidature multiple c'è il rischio che il terzo seggio del collegio 2 finisca a qualcuno non designato dai vertici, a cui magari era stato promesso un posto marginale in lista, come contentino. Ma con le candidature multiple il problema scompare. Ora dietro al capolista, lo stesso nei due collegi, stanno due candidati controllati dall'oligarchia in ciascun collegio. Il capo-partito, una volta visti i risultati, opta per il collegio 2. Finiscono quindi eletti i numeri due e tre nel collegio 1 (i fidati messi dietro al capolista) e i numeri uno, due e tre nel collegio 2 (il capolista più i due fidati). Chiaramente, se invece è il collegio 1 quello che genera la sorpresa dando più seggi del previsto, il capolista opterà per quello. In sostanza solo enormi sorprese, con variazioni impreviste degli eletti in molti collegi allo stesso tempo, possono rovinare i piani dei capi-partito. In tutti gli altri casi una sapiente scelta ex post del collegio in cui essere eletti consentirà ai capi-partito di mantenere un ferreo controllo degli eletti.
Il meccanismo è così indecente e spudorato che è difficile immaginare un qualunque argomento in sua difesa. Infatti, nessuno lo difende, o almeno io non ho visto un singolo articolo in sua difesa. Salvo poi non fare assolutamente nulla in Parlamento per eliminare la possibilità di candidature multiple e utilizzare puntualmente il meccanismo elezione dopo elezione. Al cittadino esterrefatto non resta che l'arma referendaria. E forse nemmeno quella, vista la cappa di silenzio che è stata imposta.

I REFERENDUM SUI PREMI DI COALIZIONE

I referendum sui premi di maggioranza aboliscono la possibilità di formare coalizioni per ottenere il premio di maggioranza. Se i referendum avranno successo, il premio di maggioranza nazionale per la Camera andrà alla singola lista che ottiene il maggior numero di voti, e i premi regionali per il Senato andranno alle liste che arrivano prime in ciascuna regione.
[...]Si è cercato di far passare l'idea che il referendum consegnerebbe l'Italia a Silvio Berlusconi, che renderebbe possibile governare anche con percentuali di consenso minime. Il ministro Calderoli ha addirittura detto che il risultato del referendum sarebbe di “assoluta dissonanza con la democrazia”. Non accadrebbe nulla di tutto questo. Di fatto, purtroppo, accadrebbe troppo poco.
Chiariamo anzitutto che anche con la legge attuale è perfettamente possibile che un partito con una quota elettorale ridotta ottenga il premio di maggioranza. Questa non è in alcun modo una novità del referendum. Chi afferma che la legge che uscirebbe dal referendum è antidemocratica sta quindi implicitamente dicendo che l'attuale legge è antidemocratica. Cosa succederebbe se passassero i referendum? Essenzialmente, anziché avere differenti simboli a supporto di un candidato  presidente del Consiglio, come accade ora, i partiti dovranno accordarsi ex ante su un unico simbolo e una unica lista. Questo può avvenire mediante l'inclusione di diversi simboli in un unico cerchio o mediante un nuovo simbolo. Non sarebbe una pratica nuova nel panorama italiano, tutt'altro. Per esempio, nel 2006 i Ds e La Margherita si presentarono sotto il comune simbolo dell'Ulivo per la Camera, ma con simboli separati per il Senato. Tutto questo per dire che la distinzione tra "coalizione di liste elettorali" e "lista elettorale" è alla fine assai meno netta di quel che può apparire a prima vista, per l'elementare ragione che i partiti rivedono la propria strategia elettorale a seconda della legge. Se passa il referendum vedremo, al tempo stesso, meno liste elettorali e liste elettorali più eterogenee. Ma, alla fine, i cambiamenti saranno minimi.
Per mettere concretamente i piedi nel piatto: se Berlusconi diventa sufficientemente forte da poter vincere senza la Lega, allora, anche con la legge attuale, può presentarsi da solo e guadagnare il premio di maggioranza. Da questo punto di vista, i referendum sono sostanzialmente ininfluenti.
[...]Perché tanto agitarsi allora? Perché la Lega ha minacciato addirittura la crisi di governo per far fallire i referendum e ha imposto un notevole esborso ai contribuenti per evitare l'accorpamento dei referendum alle elezioni europee? Perché Antonio Di Pietro, dopo aver raccolto le firme, si è schierato contro i referendum? Ho analizzato altrove, più in dettaglio, le ragioni di tale opposizione. Qui è sufficiente dire che tutto questo isterico agitarsi mostra solo quanto i nostri rappresentanti siano ferocemente abbarbicati anche alle più piccole fette di potere. Essenzialmente si teme che, una volta costretti a fare liste elettorali uniche con i loro alleati principali, i partiti diversi da Pdl e Pd perdano riconoscibilità e quindi potere. Questo nonostante il fatto che comunque si voterà alle elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee con sistemi che rendono possible la presentazione del proprio simbolo.


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permalink | inviato da rizzocitizen il 20/6/2009 alle 16:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
8 giugno 2009
Tutti vincitori!!!



A vedere i nauseanti "speciale elezioni" che impazzano in tv, sembra che tutti abbiamo raggiunto un risultato soddisfacente in questa tornata elettorale. Tutti sembrano aver tenuto, raddoppiato, limitato, confermato, sorpreso. Nessuno è deluso. Tipiche stranezze italiane. Eppure i numeri, grazie a dio, non sono opinabili. Stanno li, freddi e lampanti. Basta fare il confronto con la colonnina affianco, niente più.
I titoli dei giornali raccontano diferenti realtà. Titoloni goffamenti contrastanti raccontano, ognuno a modo suo, le proprie elezioni, manipolando i dati a loro piacimento:proiezioni, dati reali, dati per circoscrizione. Numerini opportunamente addomesticati per supportare il titolo ad effetto. Tanto loro chiudono a tarda notte, con i dati ancora freschi e la scusa bella pronta per eventuali critiche di analisi completamente sballate.

La realtà, nei fatti, è questa:
Il PDL, si conferma primo partito ma perde qualcosa rispetto alle politiche. Poco, percentuali fisiologiche direi. Fortunatamente non si assesta sulle previsioni del suo capo, utopistiche ed agghiaccianti.
Il PD perde circa 5 punti. Non tracolla, ma nemmeno si avvantaggia dei problemucci d'immagine del premier. Loro son tutti contenti che un quarto del paese è dalla loro parte. Contenti loro!
I veri vincitori sembrano essere la LEGA, che conferma l'exploit delle politiche del 2008, manifestando però, un divario troppo evidente tra consensi al nord e nel mezzogiorno, e L'ITALIA DEI VALORI, che addirittura raddoppia i consensi rispetto alle europee precedenti.
Tiene limmortale UDC, e le sinistre divise perdono ancora terreno,  facendo aumentare i rimpianti su una mancata unificazione che avrebbe portato, per lo meno, al raggiungimento del quorum per portare qualche rosso a Strasburgo.

Tutto il resto è uno spettacolo circense, dove pagliacci, equilibristi ed animali addomesticati recitano ognuno una triste parte dinanzi ad un microfono, manipolando una realtà che appare chiara a tutti e che di conseguenza, li rende inevitabilmente RIDICOLI!!!!  

 


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permalink | inviato da rizzocitizen il 8/6/2009 alle 12:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
15 aprile 2008
Nè sinistra nè arcobaleno





Per la prima volta in parlamento non siedono rappresentanti dell'area comunista del paese. Una disfatta inaspettata. I padri fondatori della grande (ed ora vacillante) Costituzione non partecipano al dibattito parlamentare.
I voti degli operai li ha presi la Lega.
Il paese è completamente svuotato, berlusconizzato.
La Sinistra arcobaleno è un indegno successore dei partiti di ispirazione comunista italiani.
Sono triste.

Elezioni politiche 2006:

Rifondazione comunista   5,8  %
Comunisti italiani              2,3  %
Verdi                                2,0  %
Totale                              10,1 %

Elezioni politiche 2008:

La sinistra l'arcobaleno     3,0 %

Da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni.
(K. Marx)

La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della proporia personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
(A.Gramsci)

"Dire la verità, arrivare insieme alla verità, è compiere azione comunista e rivoluzionaria"
(A.Gramsci)
 
"Una società piú austera può essere una società piú giusta, meno diseguale, realmente piú libera, piú democratica, piú umana."
(E. Berlinguer)

POLITICA
12 aprile 2008
Si prega di scaricare, dopo la consegna della scheda

 



Dopo una non lunga indecisione ho deciso: andrò a votare, anche questa volta eserciterò il mio diritto di voto, fomenterò questo finto momento di democrazia rappresentativa.
Le elezioni sono incostituzionali, andremo a ratificare delle scelte compiute dalle segreterie di partito, essenzialmente da 4 leader politici.
L'alternativa però, mi sembrava troppo squallida e quindi come diceva Montanelli andrò a votare....turandomi il naso!!!


"La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi."
( I.Montanelli, 2 gennaio 2000)


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permalink | inviato da rizzocitizen il 12/4/2008 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
19 febbraio 2008
Scrutinabile dubbio!!!!
 
VELTRUSCONI O GLI ALTRI SOLITI BUFFONI???

                                                                                                          




    

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permalink | inviato da rizzocitizen il 19/2/2008 alle 1:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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