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... POTERE AL POPOLO ...
POLITICA
9 novembre 2009
Le marionette del potere



Ancora Barnard.
Mi dispiace proporre sempre lo stesso autore, ma tra tutte le informazioni che girano in rete, fritte e rifritte, queste appaiono davvero rivoluzionarie ed in ultima istanza, maledettamente vere.
Il potere non è Berlusconi, come non lo era prima Craxi nella prima repubblica. E nemmeno le varie caste o la P2.
Il potere è questo:

Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo. Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D’Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali [...]
Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di seguito. Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere. E’ così da almeno 35 anni. In sostanza il punto è questo: combattere la serie C dei problemi democratici (tangentopoli, la partitocrazia, gli inciuci D’Alem-berlusconiani, i patti con le mafie, l’attacco ai giudici di questo o quel politico, le politiche locali dei pretoriani di questo o quel partito ecc.) è certamente cosa utile, non lo nego, ma non crediate che cambierà una sola virgola dei problemi capitali di tutti gli italiani, cioè dei vostri problemi di vita, perché la loro origine è decretata altrove e dal vero Potere. O si comprende questo operando un grande salto di consapevolezza, oppure siamo al muro.[...] E'
ancora la vecchia teoria dei Trickle Down Economics di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, cioè il Neoliberismo, cioè la scuola di Chicago, ovvero il purismo del Libero Mercato. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste. La respirano, cercate di capire questo, gli uomini e le donne di potere, senza sosta, dal momento in cui mettono piede nell’università fino alla morte, poiché la ritrovano nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni, ai convegni dove costoro si conoscono e collaborano, ovunque, senza scampo [...]

Primo organo: Il Club.

Il primo organo del Potere è il Club, cioè il raggruppamento in posti precisi ed esclusivi dei veri potenti. Chi sono? Sono finanzieri, industriali, ministri, avvocati, intellettuali, militari, politici scelti con cura. Fate attenzione: questo Club non sta mai nei luoghi che noi crediamo siano i luoghi del potere, cioè nei parlamenti, nelle presidenze, nelle magistrature, nei ministeri o nei business. Esso è formato da uomini e da donne provenienti da quei luoghi, ma che si riuniscono sempre all’esterno di essi ed in privato. Come dire: quando quegli uomini e quelle donne siedono nelle istituzioni democratiche sono solo esecutori di atti (leggi, investimenti, tagli…) che erano stati da loro stessi decisi nel Club. Esso assume nomi diversi a seconda del luogo in cui si riunisce. Ad esempio: prende il nome di Commissione Trilaterale se i suoi membri si riuniscono a Washington, a Tokio o a Parigi (ma talvolta in altre capitali UE). I fatti principali della Trilaterale: nasce nel 1973 come gruppo di potenti cittadini americani, europei e giapponesi; dopo soli due anni stila le regole per la distruzione globale delle sinistre e la morte delle democrazie partecipative, realmente avvenute; afferma la supremazia della guida delle elite sulle masse di cittadini che devono essere “apatici” e su altre nazioni; ha 390 membri, fra cui i più noti sono (passato e presente) Henry Kissinger, Jimmy Carter, David Rockefeller,[...] Giovanni Agnelli, Arrigo Levi. [...], George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton,[...] Alfonso Cortina, Takeshi Watanabe , Ferdinando Salleo; assieme ad accademici (Harvard, Korea University Seoul, Nova University at Lisbon, Bocconi, Princeton University…), governatori di banche (Goldman Sachs, Banque Industrielle et Mobilière Privée, Japan Development Bank, Mediocredito Centrale, Bank of Tokyo-Mitsubishi, Chase Manhattan Bank, Barclays…) ambasciatori, petrolieri (Royal Dutch Shell, Exxon…), ministri, industriali (Solvay, Mitsubishi Corporation, The Coca Cola co. Texas Instruments, Hewlett-Packard, Caterpillar, Fiat, Dunlop…) fondazioni (Bill & Melinda Gates Foundation, The Brookings Institution, Carnegie Endowment…). Costoro deliberano ogni anno su temi come ‘il sistema monetario’, ‘il governo globale’, ‘dirigere il commercio internazionale’, ‘affrontare l’Iran’, ‘il petrolio’, ‘energia, sicurezza e clima’, ‘rafforzare le istituzioni globali’, ‘gestire il sistema internazionale in futuro’. Cioè tutto, e leggendo i rapporti che stilano si comprende come i loro indirizzi siano divenuti realtà nelle nostre politiche nazionali con una certezza sconcertante. Quando il Club necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei palazzi delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell’hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I fatti principali di questa organizzazione: si tratta in gran parte degli stessi personaggi di cui sopra più molti altri a rotazione, ma con una cruciale differenza poiché a questo Gruppo hanno accesso anche politici o monarchi attualmente in carica, mentre nella Commissione Trilaterale sono di regola ex. Parliamo in ogni caso sempre della stessa stirpe, al punto che fu una costola del Bilderberg a fondare nel 1973 la Commissione Trilaterale. Il Gruppo è però assai più ‘carbonaro’ della Trilaterale, e questo perché la sua originaria specializzazione erano gli affari militari e strategici. Infatti, in esso sono militati diversi segretari generali della NATO e non si prodiga facilmente nel lavoro di lobbistica come invece fa la Commissione. La peculiarità dirompente del Bilderberg è che al suo interno i potenti possono, come dire, levarsi le divise ed essere in libertà, cioè dichiarare ciò che veramente pensano o vorrebbero privi del tutto degli obblighi istituzionali e di ruolo. Precisamente in questo sta il pericolo di ciò che viene discusso nel Gruppo, poiché in esso i desideri più intimi del Potere non trovano neppure quello straccio di freno che l’istituzionalità impone. Da qui la tradizione di mantenere attorno al Bilderberg un alone di segretezza assoluto. I partecipanti sono i soliti noti, fra cui una schiera di italiani in posizioni chiave nell’economia nazionale, cultura e politica. Non li elenco perché non esistendo liste ufficiali si va incontro solo a una ridda di smentite (una lista si trova comunque su Wikipedia). Un fatto non smentibile invece, e assai rilevante, è la cristallina dichiarazione del Viscount Etienne Davignon, che nel 2005 fu presidente del Bilderberg, rilasciata alla BBC: “Agli incontri annuali, abbiamo automaticamente attorno ai nostri tavoli gli internazionalisti… coloro che sostengono l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la cooperazione transatlantica e l’integrazione europea.” Cioè: i primatisti del Libero Mercato con potere sovranazionale ( si veda sotto), e i padrini del Trattato di Lisbona, cioè il colpo di Stato europeo con potere sovranazionale che ci ha trasformati in cittadini che verranno governati da burocrati non eletti. Di nuovo, i soliti padroni della nostra vita, che significa decisioni inappellabili su lavoro, previdenza, servizi sociali, tassi dei mutui, costo della vita ecc., prese non a Palazzo Chigi o all’Eliseo, ma a Ginevra o a Brussell o nelle banche centrali, dopo essere state discusse al Bilderberg. [...]

Secondo organo: Il colosso di Ginevra.

Si chiama Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nacque nel 1994 ed è più potente di qualsiasi nazione o parlamento. Riunisce 153 Paesi in un’unica sede a Ginevra, dove essi dettano le regole del commercio internazionale, e ciò dicendo capirete che stiamo parlando di praticamente tutta l’economia del mondo produttivo, che lì viene decisa. Cioè fette enormi dei nostri posti di lavoro, di ciò che compriamo, mangiamo, con cui ci curiamo ecc., cose della nostra vita quotidiana, non astratte e lontane. Le decidono loro, e come nel caso della nuova Europa del Trattato di Lisbona, anche al WTO le regole emanate, dette Accordi, sono sovranazionali, cioè più potenti delle leggi nazionali. E come nel caso del Trattato, diviene perciò cruciale che regole così forti siano decise in modo democratico. Nel Trattato non lo sono, e al WTO? Neppure. Infatti la sua organizzazione di voto è falsata dallo strapotere dei soliti Paesi ricchi nel seguente modo: i Paesi poveri o meno sviluppati non posseggono le risorse economiche e il personale qualificato in numeri sufficienti per poter seguire il colossale lavoro di stesura degli Accordi del WTO (27.000 pagine di complicatissima legalità internazionale, 2.000 incontri annui), per cui ne sono tagliati fuori. Chi sta al timone è il cosiddetto gruppo QUAD, formato da Usa, Giappone, Canada ed Europa. Ma l'Europa intera è rappresentata al tavolo delle trattative del WTO dalla Commissione Europea, che nessun cittadino elegge, e per essere ancora più precisi vi dico che in realtà chi decide per tutti noi europei è un numero ancora più ristretto di burocrati: il misterioso Comitato 133 della Commissione, formato da specialisti ancor meno legittimati. La politica italiana di norma firma gli Accordi senza neppure leggerli. Se un Paese si oppone a una regola del WTO può essere processato da un tribunale al suo interno (Dispute Settlement Body), dotato di poteri enormi. Questo tribunale è formato da tre (sic) individui di estrazione economico-finanziaria, le cui sentenze finali sono inappellabili. Una sentenza del WTO può penalizzare o persino ribaltare le scelte democratiche di milioni di cittadini, anche nei Paesi ricchi. Per esempio, tutta l’Europa è stata condannata a risarcire gli USA con milioni di euro perché si è rifiutata di importare la carne americana agli ormoni. Neppure gli Stati Uniti hanno potere sulle decisioni del WTO. Il presidente Obama, sotto pressione dai cittadini a causa della catastrofe finanziaria dello scorso anno, aveva deciso di imporre nuove regole restrittive delle speculazioni selvagge delle banche (la causa della crisi). Ma gli è stato sbarrato il passo proprio da una regola del WTO, che si chiama Accordo sui Servizi Finanziari, e che sancisce l’esatto contrario, cioè proibisce alla Casa Bianca e al Congresso di regolamentare quelle mega banche. [...] Vi do ancora un’idea rapida del potere del WTO. Gli Accordi che ha partorito:
1) hanno il potere di esautorare le politiche sanitarie di qualunque Paese, incrinando il vecchio Principio di Precauzione che ci tutela dallo scambio di merci pericolose.
2) tolgono al cittadino la libertà di sapere in quali condizioni sono fatte le merci che acquista e con che criteri sono fatte, inoltre ostacolano l’uso delle etichette a tutela del consumatore.
3) impongono ai politici di concedere alle multinazionali estere le stesse condizioni richieste alle aziende nazionali nelle gare d’appalto, a prescindere dalla necessità di favorire l’occupazione nazionale; e minacciano le scelte degli amministratori locali nel caso volessero facilitare l'inserimento di gruppi di lavoratori svantaggiati, poiché tali politiche sono considerate discriminazioni al Libero Mercato.
4) accentrano nelle mani di poche multinazionali i brevetti della maggioranza dei principi attivi e delle piante che si usano per i farmaci o per l'agricoltura, poiché permettono la brevettabilità privata delle forme viventi e tutelano quei brevetti per 20 anni. Inoltre, il fatto che i brevetti siano protetti dal WTO per 20 anni sta alla base anche della mancanza di farmaci salva vita nei Paesi poveri.
5) stanno promuovendo a tutto spiano la privatizzazione e l’apertura al Libero Mercato estero di praticamente tutti i servizi alla cittadinanza, anche di quelli essenziali come sanità, acqua, istruzione, assistenza agli anziani ecc., con regole che impediranno di fatto agli amministratori locali la tutela dei cittadini meno abbienti che non possono permettersi servizi privati. E ricordo, se ce ne fosse bisogno, che questi Accordi sono vincolanti su qualsiasi legge nazionale, esautorando quindi i nostri politici dalla gestione della nostra economia nei capitoli che contano.

Terzo organo: I suggeritori.

Prendete un disegno di legge e un decreto in campo economico, persino una finanziaria. Pensateli nelle mani dei politici che li attuano, e ora immaginate cosa gli sta dietro. Cosa? I ‘suggeritori’. Chi sono? Sono i lobbisti, coloro cioè che sono ricevuti in privato da ogni politico che conti al mondo e che gli ‘suggeriscono’ (spesso dettano) i contenuti delle leggi e dei decreti, ma anche delle linee guida di governo e persino dei programmi delle coalizioni elettorali. Le lobby non sono l’invenzione di fantasiosi perditempo della Rete. Sono istituzioni con nomi e cognomi, con uffici, con budget (colossali) di spesa, dove lavorano i migliori cervelli delle pubbliche relazioni in rappresentanza del vero Potere.
In ordine di potenza di fuoco, vi sono ovviamente le lobbies internazionali, quelle europee e infine quelle italiane. Parto da queste ultime. Va detto subito che nel nostro Paese l’interferenza dei ‘suggeritori’ non ha mai raggiunto i livelli di strapotere degli omologhi americani o europei, il cui operato tuttavia detta legge per contagio anche in casa nostra. Ma nondimeno essa c’è, e non va trascurata, anche perché in Italia esiste un vuoto normativo totale sull’attività delle lobbies: dopo decine di proposte di legge, nessuna di esse è mai approdata alla Gazzetta Ufficiale. I lobbisti italiani sono circa un migliaio, organizzati in diverse aziende fra cui spunta la Reti, fatturato 6 milioni di euro annui e gestione di un ex d’Alemiano di ferro, Claudio Velardi (altri gruppi: Cattaneo Zanetto & co., VM Relazioni Istituzionali, Burson-Marsteller, Beretta-Di Lorenzo & partners…). La proiezione per il futuro dei ‘suggeritori’ italiani è di almeno diecimila unità entro dieci anni, almeno secondo le richieste dei gruppi più noti. In assenza di regole, dunque, le cose funzionano così: si sfrutta la legge berlusconiana per il finanziamento ai partiti che permette finanziamenti occulti alle formazioni politiche fino a 50.000 euro per ciascun donatore, con la possibilità per la lobby di turno di far versare 49.999 euro dal banchiere A, altri 49.999 da sua moglie, altri 49.999 da suo figlio, ecc. all’infinito. In questo modo, con una stima basata sui bilanci passati, si calcola che il denaro sommerso versato alla politica italiana ammonti a diverse decine di milioni di euro all’anno, provenienti dai settori edile, autostradale, metallurgico, sanitario privato, bancario, televisivo, immobiliare fra gli altri. Le ricadute sui cittadini sono poi leggi e regolamenti che vanno a modificare spesso in peggio la nostra economia di vita e di lavoro. Un solo dato che fa riflettere: mentre appare ovvio che le grosse cifre siano spese per i ‘suggerimenti’ ai due maggiori partiti italiani, colpisce che l’UDC si sia intascata in offerte esterne qualcosa come 2.200.000 euro nel 2008, di cui l’80% da un singolo lobbista (l’immobiliarista Caltagirone). Chi di voi pensa ancora che il Potere siano i politici a Roma, pensi alla libertà di Pierferdinando Casini nel legiferare in campo immobiliare, tanto per fare un esempio. Ma non solo: Antonio di Pietro incassa 50.000 euro dalla famiglia Lagostena Bassi, che controlla il mercato delle Tv locali ma che contemporaneamente serve Silvio Berlusconi e foraggia la Lega Nord. Un obolo a fondo perduto? Improbabile. Il Cavaliere poi, non ne parliamo neppure; è fatto noto che il criticatissimo ponte sullo stretto di Messina, con le ricadute che avrà su tutti gli italiani, non è certo figlio delle idee di Berlusconi, piuttosto di tal Marcellino Gavio, titolare del gruppo omonimo e primo in lizza per l’impresa, ma anche primo come finanziamenti al PDL con i 650.000 euro versati l’anno scorso.
I ‘suggeritori’ americani… che dire. Negli USA l’industria delle lobby economiche non è più neppure riconoscibile dal potere politico, veramente non si capisce dove finiscano le prime e dove inizi il secondo. Troppo da raccontare, una storia immensa, che posso però riassumere con alcuni sketch. Lobby del petrolio e amministrazione di George W. Bush, risultato: due guerre illegali e sanguinarie (Iraq e Afghanistan), montagne di morti (oltre 2 milioni), crimini di guerra, l’intera comunità internazionale in pericolo, il prezzo del petrolio alle stelle, di conseguenza il costo della nostra vita alle stelle, ma alle stelle anche i profitti dei petrolieri. Chi ha deciso? Risposta: i membri della sopraccitata lobby del petrolio, che sono Dick Cheney, James Baker III, l'ex della Enron Kenneth White, il presidente del Carlyle Group Frank Carlucci [...] a servizio di Shell, Mobil, Union Carbide, Amoco, Exxon, Alcoa, Conoco,Carlyle, Halliburton, Bechtel e Enron. G. W. Bush è il politico più oliato nella storia americana, con, solo dalle casse dei giganti di petrolio e gas, un bottini di oltre 1 milione e settecentomila dollari.Lobby finanziaria/assicurativa e Barak Obama: nel 2008 crollano le banche USA dopo aver truffato milioni di esseri umani e migliaia di banche internazionali, 7 milioni di amiglie americane perdono il lavoro, l'intera economia mondiale va a picco, Italia inclusa. Obama firma un'emorragia di denaro pubblico dopo l'altra per salvare il deretano dei banchieri truffatori e per rianimare l'economia ( dai 5 mila miliarid di dollaria agli 11 mila secondo le stime), senza che neppure uno di questi gaglioffi finisca in galera. Anzi: il suo governo ha chiamato a ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi che l’hanno creata. Invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner gli hanno offerto una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite. Funziona così: questi delinquenti hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se le cose gli andranno bene, se cioè ritorneranno a guadagnare, si intascheranno tutti i profitti; se invece andranno male, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano non-recourse loans). E’ il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.
Poi ci sono i 45 milioni di americani senza assistenza sanitaria. Obama propone una falsa riforma della Sanità per tutelare gli esclusi, ma che, nonostante le sciocchezze scritte dai media italiai, non ha nulla di pubblico ed è un ulterore regalo ai giganti della assicurazioni private americane. Dmanda: quanto denaro ha preso Obama in campagna elettorale dalle lobby assicurative e sanitarie?Risposta: oltre 20 milioni di dollari. Allora, chi comanda? Il presidente o le lobby del Potere? [...]
Ma l’ultimo sketch del potere dei ‘suggeritori’, sempre in ambito americano, è quello delle lobby ebraiche. Qui il dibattito è aperto, fra coloro che sostengono che sono quelle lobby a gestire interamente la politica statunitense nel teatro mediorientale, e coloro che lo negano. Personalmente credo più alla prima ipotesi, ma la sostanza non cambia: di fatto ci troviamo ancora una volta di fronte alla dimostrazione che neppure il governo più potente del mondo può sottrarsi ai condizionamenti del Potere vero. Ecco un paio di illustri esempi: nella primavera del 2002, proprio mentre l’esercito israeliano reinvadeva i Territori Occupati con i consueti massacri indiscriminati di civili, un gruppo di eminenti sostenitori americani d’Israele teneva una conferenza a Washington, dove a rappresentare l’amministrazione di George W. Bush fu invitato l’allora vice ministro della difesa Paul Wolfowitz, noto neoconservatore di estrema destra e aperto sostenitore della nazione ebraica. Lo scomparso Edward Said, professore di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York e uno degli intellettuali americani più rispettati del ventesimo secolo, ha raccontato un particolare di quell’evento con le seguenti parole: “Wolfowitz fece quello che tutti gli altri avevano fatto – esaltò Israele e gli offrì il suo totale e incondizionato appoggio – ma inaspettatamente durante la sua relazione fece un fugace riferimento alla ‘sofferenza dei palestinesi’. A causa di quella frase fu fischiato così ferocemente e per così a lungo che non potè terminare il suo discorso, abbandonando il podio nella vergogna.” Stiamo parlando di uno dei politici più potenti del terzo millennio, di un uomo con un accesso diretto alla Casa Bianca e che molti accreditano come l’eminenza grigia dietro ogni atto dello stesso ex presidente degli Stati Uniti. Eppure gli bastò sgarrare di tre sole parole nel suo asservimento allo Stato d’Israele per essere umiliato in pubblico e senza timori da chi, evidentemente, conta più di lui nell’America di oggi. Le lobby ebraiche d’America hanno nomi noti: AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), ZOA (Zionist Organization of America), AFSI (Americans for a Safe Israel), CPMAJO (Conference of Presidents of Major American Jewish Organisatios), INEP (Institute for Near East Policy), JDL (Jewish Defense League), [...]
Nel 1992 George Bush senior ebbe l’ardire (e la sconsideratezza) a pochi mesi da una sua possibile rielezione alla Casa Bianca di minacciare Tel Aviv con il blocco di dieci miliardi di dollari in aiuti se non avesse messo un freno agli insediamenti ebraici nei Territori Occupati. Passo falso: gli elettori ebrei americani, che già per tradizione sono propensi al voto Democratico, svanirono davanti ai suoi occhi in seguito alle sollecitazioni delle lobby, e nel conto finale dei voti Bush si trovò con un misero 12% dell’elettorato ebraico contro il 35% che aveva incassato nel 1988. Al contrario, la campagna elettorale del suo rivale Bill Clinton fu invece innaffiata dai lauti finanziamenti proprio di quelle organizzazioni di sostenitori d’Israele, che l’allora presidente aveva in tal modo alienato.
E in ultimo l’Europa, cioè l’Unione Europea. Che alla fine significa Brussell, cioè la Commissione Europea, che è il vero centro decisionale del continente, e che dopo la ratifica del Trattato di Lisbona è divenuta il super governo non eletto di tutti noi, con poteri immensi. A Brussell brulicano dai 15.000 ai 20.000 lobbisti, che spendono un miliardo di euro all’anno per ‘suggerire’ le politiche e le leggi a chi le deve formulare. E come sempre, eccovi i nomi dei maggiori gruppi: Trans Atlantic Buisness Dialogue (TABD) - European Services Leaders Group (ESLG) – International Chamber of Commerce (ICC) – Investment Network (IN) – European Roundtable of Industrialists (ERT) – Liberalization of Trade in Servicies (LOTIS), European Banking Federation, International Capital Market Association e altri. Il loro strapotere può essere reso dicendovi che per esempio l’Investment Network si riuniva direttamente dentro il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles, o che il TABD compilava liste di suoi desideri che consegnava alla Commissione da cui poi pretendeva un resoconto scritto sull’obbedienza a quegli ordini. Le aziende rappresentate sono migliaia, fra cui cito una serie di nomi noti: Fiat e Pirelli, Barilla, Canon e Kodak, Johnson & Johnson, Motorola, Ericsson e Nokia, Time Warner, Rank Xerox e Microsoft, Boeing (che fa anche armi), Dow Chemicals, Danone, Candy, Shell, Microsoft, Hewlett Packard, IBM, Carlsberg, Glaxo, Bayer, Hoffman La Roche, Pfizer, Merck, e poi banche, assicurazioni, investitori [...]

Quarto organo: Think Tanks.

Letteralmente “serbatoi di pensiero” nella traduzione in italiano, le Think Tanks sono esattamente ciò, ovvero fondazioni dove alcuni fra i migliori cervelli si trovano per partorire idee. Il loro potere sta nell’assunto che apre questa mia trattazione, e cioè che sono le idee a dominare sia la Storia che la politica, e di conseguenza la nostra vita, in particolare l’idea economica. Lewis Powell lo comprese assai bene nel 1971, quando diede il via alla riscossa delle elite e alla fine della democrazia partecipativa dei cittadini. Infatti egli scrisse: “C’è una guerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale”. La parola ‘ideologica’ è la chiave di lettura qui, volendo dire che se le destre economiche ambivano a riconquistare il mondo, se ambivano a sottomettere la politica, cioè a divenire il vero Potere, si dovevano armare di idee in grado di scalzare ogni altro sistema di vita. Ecco che dalle sue parole nacquero le prime Think Tanks, come la Heritage Foundation, il Manhattan Institute, il Cato Institute, o Accuracy in Academe. La loro strategia era semplice: raccogliere denaro da donatori facoltosi, raccattare nelle università i cervelli più brillanti, pomparli di sapere a senso unico, di attestati prestigiosi, e immetterli nel sistema di comando della società infiltrandolo tutto. Per darvi un’idea di che razza di impatto queste Think Tanks sono riuscite ad avere, cito alcuni fatti. Nel solo campo del Libero Mercato, cioè dell’idea economica del vero Potere, ve ne sono oggi 336, piazzate oltre che nei Paesi ricchi anche in nazioni strategiche come l’Argentina e il Brasile, l’Est Europa, l’Africa, l’India, la Cina, le ex repubbliche sovietiche dell’Asia, oltre che in Italia (Adam Smith Soc., CMSS, ICER, Ist. Bruno Leoni, Acton Ist.). Alcune hanno nomi sfacciati, come la Minimal Government, la The Boss, o la Philanthropy Roundtable; una delle più note e aggressive è l’Adam Smith Institute di Londra, che ostenta un’arroganza di potere tale da vantare come proprio motto questo: “Solo ieri le nostre idee erano considerate sulla soglia della follia. Oggi stanno sulle soglie dei Parlamenti”. Di nuovo, il fatto è sempre lo stesso: la politica è la marionetta, o, al meglio, è il braccio esecutivo del vero Potere. Infatti, l’osservatore attento avrà notato che assai spesso i nostri ministri economici, i nostri banchieri centrali, ma anche presidenti del consiglio (Draghi e Prodi su tutti) si trovano a cene o convegni presso queste fondazioni/Think Tanks, di cui in qualche raro caso i Tg locali danno notizia. In apparenza cerimonie paludate e noiose, in realtà ciò che vi accade è che ministri, banchieri e premier vi si recano per dar conto di ciò che hanno fatto per compiacere all’idea economica del vero Potere. Nel 1982, l’Adam Smith pubblicò il notorio Omega Project, uno studio che ebbe ripercussioni enormi sulla gestione delle nostre vite di lavoratori ordinari, e dove si leggeva che i suoi scopi erano di “fornire un percorso completo per ogni governo basato sui principi di Libero Mercato, minime tasse, minime regolamentazioni per il business e governi più marginali (sic)”. In altre parole tutto ciò che ha già divorato la vita pubblica in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e che sta oggi “sulla soglia del Parlamento” in Italia.

Quinto organo: l’Europa dei burocrati non eletti.

Dopo la ratifica del “colpo di Stato in Europa” che prende il nome di Trattato di Lisbona, 500 milioni di europei saranno a breve governati da elite di burocrati non eletti secondo principi economici, politici e sociali interamente schierati dalla parte del vero Potere di cui si sta trattando qui, e che nessuno di noi ha potuto scegliere né discutere. Il governo italiano ha ratificato questo obbrobrio giuridico senza fiatare, obbedendo come sempre.

Sesto Organo: il Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali.

Era il 16 Settembre del 1992, un mercoledì. Quel giorno un singolo individuo decise di spezzare la schiena alla Gran Bretagna. Si badi bene, non al Burkina Faso, alla Gran Bretagna. E lo fece. George Soros, un investitore e speculatore internazionale, vendette di colpo qualcosa come 10 miliardi di sterline, causando il collasso del valore della moneta inglese che fu così espulsa dal Sistema Monetario Europeo. Soros si intascò oltre 1 miliardo di dollari, ma milioni di inglesi piansero lacrime amare e il governo di Londra ne fu umiliato.
Era l’agosto del 1998, e nel caldo torrido di New York un singolo individuo contemplò il crollo dei mercati mondiali per causa sua. John Meriwether, un investitore e speculatore internazionale, aveva giocato sporco per anni e irretito praticamente tutte le maggiori banche del mondo con 4,6 miliardi di dollari ad alto rischio. La sua compagnia, Long-Term Capital Management, era nota a Wall Street perché i suoi manager si fregiavano del titolo di ‘I padroni dell’universo’, cioè pochi individui ubriachi del proprio potere. Meriwether perse tutto, e i mercati del mondo, che alla fine sono i nostri posti di lavoro, tremarono. La Federal Reserve di New York dovette intervenire in emergenza col solito salvataggio a spese dei contribuenti.
Era l’anno scorso, e in un ufficio londinese dell’assicurazione americana AIG, un singolo individuo, di nuovo un investitore e speculatore internazionale di nome Joseph Cassano, dovette prender su la cornetta del telefono e dire alla Casa Bianca “… ho mandato al diavolo la vostra economia, sorry”. E lo aveva veramente fatto. Questa volta la truffa dei suoi investimenti era di 500 miliardi di dollari, le solite banche internazionali (italiane incluse) vi erano dentro fino al collo con cifre da migliaia di miliardi di dollari a rischio. Panico mondiale, fine del credito al mondo del lavoro di quasi tutto il pianeta e, sul piatto di noi cittadini, ecco servita la crisi economica più pericolosa dal 1929 a oggi. Ovvero le solite lacrime amare, veramente amare, per le famiglie di Toronto come per quelle di Perugia, per quelle di Cincinnati come per quelle di Lione, a Vercelli come a Madrid ecc. Per non parlare degli ultimi della Terra…
Tre storie terribilmente vere, che descrivono chiaro, anzi, chiarissimo, cosa si intende per il ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, e quale sia il loro sterminato potere nel mondo di oggi. Altro che Tremonti o Confindustria. Nel mondo odierno esiste una comunità di singoli individui privati capaci di movimentare quantità di ricchezze talmente colossali da scardinare in poche ore l’economia di un Paese ricco, o le economie di centinaia di milioni di lavoratori che per esse hanno faticato un’intera vita, cioè famiglie sul lastrico, aziende che chiudono. Le loro decisioni sono come sentenze planetarie. Inappellabili. Si pensi, se è possibile pensare un’enormità simile, che costoro stanno facendo oscillare sul Pianeta qualcosa come 525 mila miliardi di dollari in soli prodotti finanziari ‘derivati’, cioè denaro ad altissimo rischio di bancarotta improvvisa. 525 mila miliardi… Vi offro un termine di paragone per capire: il Prodotto Interno Lordo degli USA è di 14 mila miliardi di dollari. Rende l’idea? L’Italia dipende come qualsiasi altra nazione dagli investitori esteri, per cifre che si aggirano sui 40 miliardi di euro all’anno, cioè più di due finanziarie dello Stato messe assieme. Immaginate se una cifra simile dovesse sparire dalla nostra economia oggi. Nel 2008 è quasi successo, infatti ne sono scomparsi di colpo più della metà (57%) col risultato in termini di perdita di posti di lavoro, precarizzazione, e relativo effetto domino sull’economia di cui ci parla la cronaca. Ripeto: qualcuno che non sta a palazzo Chigi, decide che all’Italia va sottratto il valore di oltre un’intera finanziaria. Così, da un anno all’altro, una cifra pari a tutto quello che lo Stato riesce a spendere per i cittadini gli viene sottratta dal ‘Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Internazionali’, a capriccio. Questa tirannia del vero Potere prende il nome tecnico di Capital Flight (letteralmente capitali che prendono il volo), ed è interessante constatare il candore con cui il ‘Tribunale’ descrive la pratica: basta leggere Investors.com là dove dice che “Capital Flight è lo spostamento di denaro in cerca di maggiori profitti… cioè flussi enormi di capitali in uscita da un Paese… spesso così enormi da incidere su tutto il sistema finanziario di una nazione”. Peccato che di mezzo ci siano i soliti ingombranti esseri umani a milioni. Oltre al caso italiano, si pensi alla Francia, altro Stato ricco e potente, ma non a sufficienza per sfuggire alle sentenze del ‘Tribunale’, che ha punito l’Eliseo con una fuga di capitali pari a 125 miliardi di dollari per aver legiferato una singola tassa sgradita al business.

Conclusione.

Gli organi esecutivi del vero Potere non si limitano a questi sei, vi si potrebbe aggiungere il World Economic Forum, il Codex Alimentarius, l’FMI, il sistema delle Banche Centrali, le multinazionali del farmaco. Ma quelli menzionati sono gli essenziali da conoscere, i primari. Un’ultima brevissima nota va dedicata alle mafie regionali, che sono spesso erroneamente annoverate fra i poteri forti (e non posso purtroppo entrare qui nel perché siano un così caratteristico fenomeno italiano). La lotta ad esse è sacrosanta, ma il potere che gli verrebbe sottratto da una eventuale vittoria della società civile è prima nulla a confronto di quanto illustrato sopra, e in secondo luogo è comunque un potere concessogli da altri. Traffico di droga, prostituzione, traffico d’armi, e riciclaggio di rifiuti tossici sono servizi che le mafie praticano per conto di committenti sempre riconducibili al vero Potere, o perché da esso condizionati oppure perché suoi ingranaggi importanti. Serva qui quanto mostrato nel 1994 dal programma d’inchiesta ‘Panorama’ della BBC, dove un insider della criminalità organizzata britannica si rese disponibile a condurre il reporter nel cuore della “mafia più potente del mondo”, a Londra. L’auto su cui viaggiavano con telecamera nascosta si fermò a destinazione… nel centro della City finanziaria della capitale. Indicando dal finestrino i grattacieli dei giganti del business internazionale, il pentito disse: “Eccoli, stanno tutti lì”. (si pensi che il giro d’affari mondiale delle Cosche è stimato sugli 80 miliardi di dollari, che sono un terzo del giro d’affari di una singola multinazionale del farmaco come la Pfizer)
Se queste mie righe sono state efficaci, a questo punto i lettori dovrebbero volgere lo sguardo a quegli ometti in doppiopetto blu che ballonzolano le sera nei nostri Tg con il prefisso On., o il suffisso PDL, PD, UDC, e dovrebbero averne, non dico pietà, ma almeno vederli per quello che sono: le marionette di un altro Potere. Ma soprattutto, i lettori dovrebbero finalmente poter connettere i punti del puzzle, e aver capito da dove vengono in realtà i problemi capitali della nostra vita di cittadini, o addirittura i drammi quotidiani che tante famiglie di lavoratori patiscono, cioè chi li decise, chi li decide oggi e come si chiamano costoro. Da qui una semplice considerazione: se vi sta a cuore la democrazia, la giustizia sociale, e la vostra economia quotidiana di lavoro e di servizi essenziali alla persona, allora dovete colpire chi veramente opera per sottrarceli, cioè il vero Potere. Ci si organizzi per svelarlo al grande pubblico e per finalmente bloccarlo. Ora lo conoscete, e soprattutto ora sapete che razza di macchina micidiale, immensa e possente esso è. Risulta ovvio da ciò che gli attuali metodi di lotta dei Movimenti sono pietosamente inadeguati, infantili chimere, fuochi di paglia, che mai un singolo attimo hanno impensierito quel vero Potere.


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permalink | inviato da rizzocitizen il 9/11/2009 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
POLITICA
4 agosto 2009
Tutta colpa di Big Pharma


 

Terrorismo mediatico.  Un'immensa truffa ai danni della popolazione mondiale, giustamente allarmata.
Questo vaccino si deve vendere, l'autunno è alle porte e bisogna tenere l'attenzione alta, creare casi, allarmare, intensificare i controlli.
Ed ecco che arriva il primo decesso ITALIANO. Che poi viveva a Buenos Aires da almeno 15 anni poco importa.
Ecco un articolo illuminante, tra i mille spazzatura che circolano in questi mesi:

[...] Le ultime dichiarazioni dell’O.M.S. (l’Organizzazione sovranazionale totalmente nelle mani delle lobbies del farmaco, ha dichiarato l’11 giugno 2009 Livello 6 di pandemia) apparentemente non lasciano spazio a dubbi: i casi di contagio ufficiali sono 175.000 e le vittime 1116.
Addirittura il portavoce ufficiale dell’OMS, Gregory Hartl, ha dichiarato ultimamente in una conferenza stampa, che la nuova influenza si è ”diffusa in quasi il 100% dei paesi”.

Dai dati ufficiali è importante sottolineare subito che la mortalità di questa influenza è bassissimo.
Secondo il "Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute" (Cnesps, Iss) "ogni anno si verificano in media 8000 decessi" per tutte le cause complicanze legate all'influenza stagionale (fonte Epicentro).
Quindi dove sta il pericolo dell'influenza porcina?
La storia non compresa, si sa, tende a ripetersi…
Facciamo un salto indietro e andiamo nel febbraio 1976, ed esattamente negli Stati Uniti d’America.
Le televisioni dell’epoca mandavano in onda continuamente spot pubblicitari per terrorizzare i sudditi americani e convincerli a farsi vaccinare contro... l’influenza suina!
Avete letto bene: influenza suina.
Fu il presidente Gerald Ford ad imporre il vaccino, dopo che l’epidemia colpì la base militare di Fort Dix nel New Jersey uccidendo 19 militari. Non è stato detto che molto probabilmente la vera causa di queste morti è da imputare ai numerosi vaccini che i soldati sono tenuti a fare…
Nella rivista britannica “Time” del 27 aprile 2009, si può leggere in che modo il vaccino del 1976 provocò dozzine di morti e gravi effetti collaterali come la Sindrome di Guillan-Barré (progressiva paralisi agli arti): ci furono più morti (oltre 30) per colpa del vaccino che per il virus dell’influenza suina.

Oggi, a distanza di ventitrè anni, la storia si sta ripentendo: i media trasmettono spot terroristici, i responsabili della salute pubblica creano paura e spingono alle vaccinazioni di massa, Big Pharma si frega le mani…
I morti e i danneggiati (e non per colpa del virus) cresceranno esponenzialmente parallelamente alle pratiche preventive come le vaccinazioni. Esattamente come in passato.

Gli affari d’oro per Big Pharma
A prescindere dalla pandemia i soldi nelle casse di Big Pharma stanno già entrando a fiumi.
Stiamo parlando di un business da decine e decine di miliardi di dollari.
“Una delle maggiori banche d’investimento J.P. Morgan”, (dell’impero dei Rockefeller che partecipa attivamente all’affare), “ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi”.

Alla fine però - sempre secondo J.P. Morgan - si dovranno sommare altre 350 milioni di dosi, che faranno lievitare le vendite di vaccini a circa 1 miliardi di dosi. Questo solo per i vaccini.
Al bottino dei vaccini, spartito tra i quattro giganti della farmaceutica (GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca), va aggiunto quello dei medicinali, dove primeggia Roche con l’ormai mitico Tamiflu e ancora la Glaxo con il Relenza.

Il mercato dei vaccini e tutto l’indotto (visto che spesso e volentieri i vaccini producono nuovi e futuri malati) è assai promettente, a questo punto va ricordato anche che la Wyeth (recentemente acquistata per 65 miliardi di dollari dalla Pfizer) produce il vaccino contro il pneumococco e la Merck quello contro il Papilloma virus.
Anche le fusioni e acquisizioni sono all’ordine del giorno: la Novartis ha comperato Chiron, Sanofi ha preso invece Aventis Pasteur e Acambis, Astra Zeneca Medimmune e Glaxo ID Biomedical.
Detto questo, il vaccino per il virus A-H1N1 sarà pronto non prima dell’autunno prossimo, molto probabilmente tra ottobre e novembre.
«Sulla sicurezza del vaccino non si scende a compromessi» ha detto Keiji Fukuda, il vicedirettore generale dell’OMS,
e infatti secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, per assicurare le centinaia di milioni di dosi entro l’autunno, l’EMEA (l’ente europeo dei farmaci) sta permettendo alle società produttrici di scavalcare la fase dei test su larga scala sugli uomini. In pratica l’Agenzia (strumento nelle mani delle solite lobbies), ha autorizzato la “procedura rapida”.
Il tutto ovviamente a discapito della sicurezza dei cittadini.
Poi si viene a sapere che Enrica Giorgetti, moglie dell'attuale Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è Direttore Generale di Farmindustria (fonte, sito ufficiale di Farmindustria)
Quindi il responsabile del dicastero che controlla, tra le altre cose, la salute degli italiani è sposato con la direttrice della lobbies dei farmaci, che riunisce le 200 aziende del settore più influenti.
Non male come conflitto d'interessi!

La febbre porcina "contagia" anche i farmacisti
La rivista Altroconsumo ha denunciato ieri, 30 luglio 2009, che 14 farmacie su 20 da loro visitate, hanno venduto l'antivirale Tamiflu senza ricetta medica, pur essendo obbligatoria.
Una confezione costa la "modica" cifra di 36,80 euro!
Non solo, per accontentare anche le persone che non vogliono muoversi da casa, la Rete offre la primizia della Roche da 64 a 127 euro a scatola. (Ufficio stampa Altroconsumo, 30 luglio 2009).
Il Tamiflu viene spesso consigliato da medici e farmacisti compiacenti (che hanno il proprio tornaconto) e purtroppo molti italiani si preparano ad andare in ferie con l'antivirale in valigia. Questo è un banale esempio di come la pubblicità e il terrorismo mediatico agiscono sulle menti più deboli...
Ecco perché in America, oltre 3000 persone si sono offerte di fare da cavia per testare i vaccini, a fronte di 2800 soggetti richiesti dalla multinazionale che li produrrà (fonte, Ansa, "Il Sole 24 Ore" 29 luglio 2009).

La fallace teoria microbica
Cerchiamo di fare, una volta per tutte, un po’ di chiarezza su virus e microrganismi vari.
Uno dei padri fondatori della “Teoria dei Germi della Malattia” fu il chimico francese (e non medico) Louis Pasteur.
Il concetto da lui codificato, e cioè che i batteri sono la causa di malattie specifiche, è stato ufficialmente accettato come il fondamento della medicina allopatica e della microbiologia verso la fine del 1800 in Europa e poi nel mondo intero.
Tale teoria ovviamente fu accolta a braccia aperte dall’establishment medico-scientifico e dal nascente cartello farmaceutico che si stava organizzando attorno all’Associazione dei medici americani (A.M.A.), perché diede origine non solo alle vaccinazioni di massa ma anche allo sviluppo dei farmaci di sintesi.[...]
Le case farmaceutiche possono desiderare qualcosa di meglio, di malattie provocate da un “essere” non visibile ad occhio umano che può essere ucciso solo da veleni chimici? 
[...] Secondo la batteriologia moderna, i microbi sono ovunque, onnipresenti, vivono costantemente assieme a noi e dentro di noi. Viviamo tra loro, siamo totalmente e completamente dipendenti dai batteri.
Li abbiamo in bocca, nel naso, gola, occhi, stomaco, vescica, vagina, intestini e ogni apertura del corpo.
Sono con noi dalla nascita alla morte.
Se analizzassimo al microscopio una qualsiasi sezione del corpo, la pelle, le membrane mucose, le cavità, ecc. vedremo milioni di questi microrganismi: il tratto gastrointestinale del neonato, per esempio, non presenta batteri, ma nel giro di qualche ora se ne riempie.
Quindi i batteri costituiscono una realtà positiva e non possono essere la causa della malattia, almeno non nel senso convenzionale del termine: possono complicare certamente le malattie, ma non solo la causa scatenante!
La vita senza batteri sarebbe impossibile su questo pianeta: agiscono in fatti da “spazzini” riducendo la struttura molecolare complessa in una più semplice, operano fenomeni di scissione.
Nel terreno i batteri fissano l’azoto presente nell’aria e lo convertono in nitrato necessario per l’assorbimento delle piante che poi grazie a questo potranno fornire le importantissime proteine vegetali… L’essere umano assimila le sostanze nutritive (vitamine, minerali, oligoelementi) che sono alla base della vita, contenute negli alimenti, perché il nostro intestino contiene miliardi di microrganismi (la cosiddetta “flora batterica”).
I batteri, come è stato detto prima, fungono da veri e propri “spazzini” che riducono i tessuti morti o malati e non hanno alcuna influenza invece sui tessuti e sulle cellule vive!
Il fatto che i microbi siano incapaci di penetrare i tessuti sani dovrebbe illuminarci sul fatto che qualunque sia il ruolo che giocano i batteri nella produzione di alcuni tipi di malattia, sono sempre fattori secondari e mai primari. Non possono annidarsi nell’organismo, se non quando questo è stato sufficientemente alterato da altre cause da permettere questa intrusione.
Non sono la causa della malattia, anche perché dal punto di vista igienistico, la malattia non è qualcosa che arriva dall’esterno o che è provocata da qualcosa, è un processo biologico che viene messo in atto dal corpo stesso, con l’obiettivo di eliminare le tossine che stanno inquinando pericolosamente l’organismo.
Essendo i microrganismi parassiti, quando l’organismo si allontana dalla salute, da uno stile di vita sano e armonioso, i batteri iniziano a produrre scorie. Quando queste scorie si accumulano (tossine) si crea un terreno fertile alla loro proliferazione.
Svolgono il loro ruolo: ovunque c’è putrefazione, degenerazione essi sono attivi. Non sono nemici dell’organismo, ma ovviamente devono essere mantenuti in armonia. Svolgono le loro funzioni di parassiti quando l’organismo si allontana dalla salute. Elaborando le tossine, alcune delle quali sono potenti (tetano per esempio), possono complicare il quadro. Ma se le spore del tetano si trovano su una ferita chirurgicamente sterile sono innocui, perché non esistono i materiali adatti alla loro proliferazione.
Accumuliamo veleni multipli provenienti da alimenti sconvenienti alle nostre disposizioni biologiche, da alimenti cotti, condimenti, fritture, proteine coagulate dal caldo, residui organici non eliminati a causa dell’enervazione e dello stress o di un sonno insufficiente ed infine il consumo di medicine di ogni tipo.
Tutto questo lo aveva scoperto un contemporaneo di Pasteur, il francese Antoine Bèchamp.
Questo batteriologo fece delle scoperte così straordinarie che giustamente vennero dimenticate dalla scienza proprio perché quest’ultima ha appoggiato in toto Pasteur.
Bèchamp ha spiegato il processo della fermentazione per quello che è: un processo di digestione di microrganismi; è stato il primo a descrivere il sangue non come liquido ma come tessuto fluente.
Bèchamp ha scoperto i microzimi (chiamati anche somatidi) e che i germi, sicuramente sono il risultato e non la causa della malattia.

Avete capito perché nelle università si studia Pasteur e non Bèchamp?

I microbi mutanti
Intorno agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, il dottor Royal Raymond Rife con il microscopio che prese il suo nome, ha dimostrato che i germi sono il risultato delle malattie e non la causa.
Ma non si limitò a questo, perché riuscì a dimostrare la capacità dei microrganismi di modificarsi dal livello (o forma) di batterio a quello di fungo per giungere all’ultimo stadio: la muffa.[...]
Quindi i batteri sono in grado di sottoporsi a mutazioni in presenza di talune condizioni interne dell’organismo e infatti, ricerche scientifiche hanno dimostrato che cambia prima l’organismo e secondariamente i batteri.
In Scozia nell’Università di Edimburgo per esempio, attraverso l’osservazione di pazienti è stato dimostrato che la flora batterica cambiava nel giro di poche ore parallelamente allo stato di salute del paziente stesso. Nel giro di minuti o qualche ora i batteri dentro e sul corpo si trasformavano proprio per il cambiamento verificatosi all’interno dell’organismo.

Dai somatidi ai virus?
Dal punto di vista biologico i virus non soddisfano i requisiti che deve possedere un organismo vivente: non respirano, non digeriscono e non hanno alcun metabolismo.
Sono semplicemente delle molecole di DNA (informazione) ricoperte da una membrana proteica.
Quindi biologicamente parlando i virus non sono esseri viventi e come per i batteri non possono interagire con le cellule vive, ma solo con quelle morte.
Con il suo microscopio il dottor Rife dimostrò che nel sangue di ogni essere vivente vi sono dei piccoli puntini chiamati “somatidi” o “microzimi”. I somatidi sono microscopiche forme di vita subcellulare in grado di riprodursi.

Se l’ambiente che circonda le cellule, cioè il terreno biologico, diventa acido, inquinato dalle tossine, questi puntini si legano tra loro e si modificano in virus, batteri o funghi a seconda della situazione. Il loro lavoro, come abbiamo visto, è quello di ripulire il terreno dai tessuti morti e inquinati.

Se invece il terreno biologico è alcalino, i somatidi non si trasformano e i batteri non potrebbero proliferare.

Che fine ha fatto l'HIV?
Intorno agli anni '80 è apparso sulla scena il retrovirus HIV. "Scoperto", per modo di dire, dai furbastri Gallo e Montagnier, questo fantomatico virus -
causa ufficiale della Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) - doveva sterminare il mondo intero. La "Peste del XX° secolo", com'era stato definito dai media, avrebbe decimato la popolazione mondiale e invece ad oggi, dopo oltre vent'anni si è ristretto a pochissimi gruppi a rischio, come i tossicodipendenti ed emotrasfusi. Questi due gruppi in particolare sono costantemente immunodepressi a causa dello stile di vita (droghe e appunto trasfusioni) e non certo per colpa di un virus!
La verità, sappiamo, è figlia del tempo, e infatti qualche giorno fa è uscita questa notizia: "tra infezione da HIV e di AIDS conclamato non ci sarebbe una relazione causa-effetto e tra le due potrebbe esserci più distanza di quanto si pensi"
.Finalmente sempre più scienziati e ricercatori indipendenti stanno prendendo le distanze dall'errata correlazione HIV = AIDS.
Esiste certamente una immunodepressione, chiamata per convenzione AIDS (anche se questo acronimo è molto deviante), ma questa non è causata da un virus, o retrovirus, bensì dal nostro stesso stile di vita: alimentazione errata, vita sregolata, utilizzo di droghe (cocaina, morfina, eroina, popper, lsd, sintetiche, ecc.), farmaci (antibiotici, steroidi, ecc.), trasfusioni di sangue (di per sé altamente immunosoppressive), trapianto di organi.

La Pandemia di influenza
Tutto quello che ho scritto precedentemente è solo per avvertire che la pandemia di influenza, tanto reclamizzata dai media e tanto paventata dagli esperti di turno, è ne più ne meno una truffa colossale molto pericolosa.
Truffa perché Big Pharma incamererà, e lo sta già facendo, miliardi di dollari alla faccia nostra e alla faccia della crisi economica; pericolosa perché nasconde un grossissimo problema di salute pubblica: i vaccini e i veleni chimici.
Quando inizieranno le vaccinazioni di massa, molto probabilmente tra settembre e novembre prossimi, il numero delle morti e dei danneggiati dai farmaci salirà alle stelle.
Abbiamo visto che i virus, come pure i batteri non possono fare nulla in un organismo sano il cui terreno è alcalino: lavorano solo sulle cellule morte e/o malate e/o debilitate.
I vaccini però contengono anche altre sostanze molto più tossiche di un virus (attenuato o morto che sia), e mi riferisco ai conservanti, ai metalli pensati come alluminio e mercurio e a tutti quei veleni tossici inseriti dentro per un qualche specifico motivo…
Queste tossine, sono pericolosissime per tutte le persone di salute cagionevole e per gli organismi ammalati e/o debilitati. La storia di nuovo insegna: durante la cosiddetta Spagnola nel 1918-1919 a e quella dell’influenza suina del 1976, il maggior numero di morti c’è stato solo tra i medicalizzati e i vaccinati! Ricordiamolo.
Ecco perché è necessario stare il più lontano possibile da tutte le pratiche mediche ufficiali (antibiotici, vaccini, farmaci, ecc.), non solo per non contribuire ad ingrassare le già grasse casse delle case farmaceutiche, ma soprattutto per non rischiare inutilmente con gli effetti collaterali, che saranno sicuramente pesanti.

Vaccinazioni obbligatorie?
In caso di pandemia, le linee guida dell’ O.M.S. hanno un carattere vincolante su tutti i 194 paesi aderenti. Dall’11 giugno scorso siamo a livello 6, il massimo dell’allerta, per cui in una simile emergenza (creata ad arte dall’èlite) l’Organizzazione sovranazionale (gestita dalle lobbies del farmaco), può legittimamente “costringere” i propri sudditi a farsi vaccinare, a limitare gli spostamenti e imporre quarantene.
I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l'intenzione di voler vaccinare (forse obbligatoriamente) l'intera popolazione, mentre gli Stati Uniti d'America almeno il 50% (cioè 160 milioni).
Addirittura l'esercito svizzero sta facendo incetta di vaccini (16 milioni di dosi che provengono da USA, Germania e Spagna) in vista di una vaccinazione di massa forzata della popolazione in autunno. (fonte, "Blaser Zeitung").
E in Italia cosa accadrà?

Cosa si nasconde dietro l'influenza porcina?
Da una parte abbiamo gli immancabili interessi economici, che anche in questo caso sono enormi. Calcolando vaccini, farmaci, antibiotici e tutto l'indotto (visite specialistiche, esami di laboratorio, mascherine, ricoveri, ecc.) stiamo parlando di un affare da centinaia di miliardi di dollari.
Dall'altra però c'è il controllo delle masse.
Nonostante quello che i medici dicono, i vaccini, quando va bene, e cioè quando non producono effetti collaterali immediati (danni vaccinali), indeboliscono il sistema immunitario e predispongono alla malattia futura perché inquinano l'organismo con metalli pesanti e altre tossine velenose (vedi collegamento tra mercurio e alluminio dei vaccini con la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e di Alzheimer...).
Quindi le case farmaceutiche non solo stanno incamerando miliardi attraverso la paura, ma si stanno anche ipotecando un mercato spropositato in futuro: milioni di nuovi malati.
E le persone malate non sono persone libere...
Infine c'è da tenere in considerazione anche coloro (gli organismi più deboli: giovani e anziani) che non riusciranno a superare la dose vaccinale stessa, proprio come accadde nelle grandi vaccinazioni di massa (Stati Uniti 1976, ecc.).

Cosa possiamo fare?
La cosa più intelligente e unica che possiamo fare è ovviamente stare alla larga da vaccini e farmaci di qualsiasi tipo.
Dall’altra migliorare e potenziare il terreno biologico mediante una nutrizione superiore.
L’ambiente interno, in cui avvengono tutti i processi metabolici e fisiologici è quello che fa la differenza. Se risulta essere alcalino è impossibile l’evolversi di una malattia degenerativa in quanto la malattia richiede sempre un ambiente esclusivamente acido.
Un organismo sano, cioè libero dalla tossiemia, con una energia nervosa sufficiente, è assolutamente inattaccabile da qualsiasi agente esterno.

Ricordiamo che:
- Tutti i medicinali e tutte le sostanze chimiche (anche se dichiarate naturali) aumentano l’acidità dei tessuti e creano tossine.
- Tutte le proteine animali (carne, uova, pesce e formaggi) durante la loro metabolizzazione aumentano gli acidi nel corpo e creano tossine.
- Gli amidi raffinati (pane, pasta, cereali, biscotti, ecc.), creano una collosità tale che permette alle sostanze tossiche di rimanere all’interno del corpo anche per decenni.
- Una scarsa ossigenazione intra ed extra cellulare fa aumentare l’acidosi e predispone il terreno alla malattia.
- Una corretta e sana ginnastica invece, sblocca le tossine e le predispone all’eliminazione dall’organismo attraverso gli organi emuntori: pelle, polmoni, intestini, fegato, reni e vescica.
- L’acqua da bere dovrebbe essere minimamente mineralizzata (quasi distillata) per non appesantire il corpo con minerali inorganici che non possono essere assimilati dall’organismo che creano incrostazioni e calcoli, non a caso gli unici minerali organici che il corpo assimila sono quelli ingeriti attraverso le piante. L'acqua perfetta, cioè la più organica in Natura è quella contenuta nella frutta.[...]
(fonte)

POLITICA
16 luglio 2009
Fanculo ai paladini dell'Antisistema




Ancora Paolo Barnard, ancora sui c.d. paladini dell'antisistema.
Ecco una breve spiegazione: 
si tratta di  quel Movimento che voleva quell'Altro Mondo Possibile (dunque come contrasto al Sistema) ma che è anch'esso miserabilmente meschino, avido, Vip e cioè qualitativamente identico al Sistema che vorrebbe contrastare. Egli vede replicato all'interno del Movimento il maledetto meccanismo, identico a quello dei Vip massmediatici, dove i nostri Vip, quelli della "nuova Italia pulita, quella giusta", accolgono la delega a pensare, ad agire, a combattere di migliaia di persone che li adorano. Storditi dalla girandola delle manifestazioni, dai tripudi nelle serate con le nostre star, dall'indignazione che ci portiamo a casa dopo le nostre feste colorate e dopo la lettura dei libri scritti dai nuovi "moralizzatori", continuiamo a dimenticarci che il 99% degli italiani che votano e consumano ci ignorano totalmente, perché li abbiamo abbandonati alla comunicazione di chi invece ha lavorato 24 ore su 24 per 35 anni per parlargli, di chi si è mischiato fra di loro e li ha ipnotizzati, e cioè le destre neoliberali grandi promotrici dell'Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità, quelle che ci hanno fottuti tutti, e loro sono i veri vincitori del mondo.
E' accaduto che noi, gli antagonisti, abbiamo riprodotto al nostro interno le medesime strutture del Sistema che volevamo contrastare. 
Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata "Cultura della Visibilità", che è la cultura dei personaggi e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all'equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci.
I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante. Essi di fatto svuotano l'Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta.
Tutti i sopraccitati Personaggi, dai comici ai preti ai giornalisti, hanno dato l'avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell'indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante. Eppure, che la politica italiana fosse ladra e corrotta, milioni di italiani lo sapevano benissimo già prima che molti di questi industriali dell'indignazione nascessero, e assai poco è cambiato. Allora, a che serve procedere compulsivamente ad aggiungere denuncia a denuncia e indignazione a indignazione? In realtà questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l'auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. Ed  è proprio questa auto assoluzione che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell'unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra.
La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all'anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri. Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono belle anime in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l'istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po' opaco dell'impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta. E invece a braccetto con l'industria della denuncia e dell'indignazione ci auto assolviamo e ci ri-annulliamo.  
Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate,ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del "cosa si deve fare", se non addirittura dell'organizzazione nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. A scintillare non dovevano essere i Grillo e i Travaglio, doveva essere ogni singola persona comune, per sé, in sé. Tutto ciò, in un rapporto sempre e solo orizzontale. (
fonte)

Ecco invece due articoli recenti, che manifestano lo stesso sprezzo per i paladini dell'antisistema, i vari Travaglio, Grillo, Di Pietro i quali ci annebbiano con le loro inutil proteste, tacendo, volontariamente sui veri problemi della povera gente ed i veri padroni del mondo: i grandi capi della destra neoliberale capitalista.

E’ straziante contemplare il sorriso di Marco Travaglio che mostra la copertina del suo inutile libro numero settecento contro le insignificanti malefatte del Cavaliere, mentre altri divorano col morso dello squalo Mako il rimanente 1% del potere e della democrazia che ancora gli sfuggiva in Italia. Marco Travaglio è veramente un idiota. Mi sembra quel tizio che vidi anni fa all’entrata del McDonald’s Drive Thru di Holliwood con un cartello "il tofu è meglio”, cioè un povero fesso che non aveva neppure iniziato a capire quali fossero gli strumenti per contrastare la mostruosa macchina planetaria dell’hamburger. L’unica differenza è che Travaglio ci fa un pacco di soldi, mentre l’Italia lo prende nel deretano. Cioè: Travaglio è un idiota a metà, l’altra metà è peggio. Antonio Di Pietro è un idiota. Pubblica sull’Herald Tribune il suo “Democracy is in Danger in Italy”. Immaginate: è come se il Pertini anti fascista avesse mandato una lettera al Ministero della Cultura Popolare (Min.cul.pop.) del ventennio intitolata “La Democrazia è in Pericolo in Italia”. La stessa cosa. L’ex Mani Pulite manda il suo appello per la democrazia a una testata che fa capo alla quinta colonna del Capitalismo a Tutto Gas che ci sta annientando la vita democratica e che la sta annientando nel mondo intero. Unica differenza è che Di Pietro se ne fotte della nostra partecipazione democratica, cerca voti. Anche Di Pietro è un idiota a metà, l'altra metà...
Chi invece è idiota del tutto, sono gli italiani ‘contro’ che si rifanno al sopraccitato drappello, fra cui molti di voi. Dopo aver visto Grillo annientato 10 a 1 dall’insulso castrone chiamato PD (300.000 firme per Grillo che aveva decretato la “fine della politica”, contro 3.500.000 per Veltroni pochi giorni dopo); dopo aver visto Berlusconi sbaragliare chiunque nonostante 15 anni di inutili invettive confezionate in ogni forma e salsa dai sopraccitati semi-idioti, fino al tripudio odierno; dopo aver letto quest’anno che il Procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella sua requisitoria sul Rendiconto generale dello Stato ha descritto un’Italia devastata a livello record da corruzione ed evasione fiscale, nonstante 15 anni di inutili invettive confezionate in ogni forma e salsa dai sopraccitati semi-idioti; dopo aver visto i nostri Diritti, conquistati con 250 anni di lotte dal basso, venir sbriciolati in pochi anni dai veri nemici della democrazia – e della nostra vita!, che rispondono al nome di Trans Atlantic Business Dialogue (Tabd), Liberalization of Trade in Services (Lotis), negoziati Gats (General Agreement on Trade in Services), Comitato 133 della Commissione Europea, Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), banche d’investimento (Goldman Sachs et al.), Tesoro USA, BCE, BusinessEurope, hedge funds, dogma del Libero Mercato et al.; dopo l'evidenza schiacciante che indica nell'inciviltà di milioni di italiani la causa primaria della mafiosità e del prolasso civico di questo Paese; dopo tutto questo, dicevo, ancora centinaia di migliaia di belle anime ‘contro’ compreranno 'Papi' e il prossimo 'La Casta della Casta nella Casta', affolleranno un altro V-day, e si contorceranno per l’angosciante pericolo del Lodo Alfano, sì certo.
Cioè ingurgiteranno e somministreranno per l'ennesima volta la stessa medicina fallita prescritta da falliti in malafede per fallire ancora, per lasciare l'Italia sempre più a pezzi. E di nuovo si rifiuteranno di capire cosa veramente sta distruggendo la vita democratica. Eppure l'evidenza è davanti ai nostri occhi: chiedete ai cassintegrati italiani del 2009 cosa li minaccia di più - Berlusconi e Alfano o la crisi finanziaria e il crollo dell'economia mondiale per gentile concessione di AIG, Goldman Sachs, e Larry Summers e Bob Rubin, nonché della classe degli investitori internazionali che decide le sorti di qualsiasi economia con qualche telefonata? Chiedete: cosa ha spento quella (spesso eroica) partecipazione dei cittadini alla 'polis' che ci regalò l'uscita dalle barbarie dei secoli scorsi - il Biscione o la pianificazione dell'Esistanza Commerciale planetaria fatta da gente come Walter Lippmann e Edward Bernays trent'anni prima negli USA, e che ci ha storditi e ci stordirà per secoli con o senza Berlusconi?
Una volta per tutte. Io me la prendo con i ‘paladini’ dell’Antisistema italiano, e soprattutto con le masse che li seguono, per motivi di drammatica gravità, per motivi assolutamente centrali alla vita di ogni italiano decente, e non, ripeto, non per vena polemica, per invidia, per rancorosità e frustrazione. Di seguito le ragioni. Ma ancora una nota, e di nuovo una volta per tutte: se io avessi voluto essere famoso, avere cioè il successo dei sopraccitati ‘paladini’, sarei semplicemente rimasto aggrappato al loro carrozzone quando su di esso io ero ben saldo. Ma la mia mente è libera, e nell’istante in cui mi sono accorto dove quel carrozzone trionfante e colmo di fama ci stava portando, l’ho abbandonato e l’ho criticato, metaforicamente sparando alla tempia del mio futuro di ‘personaggio pubblico’. Capito? Ora la parte importante.
Ogni democrazia del mondo, senza contare i Paesi poveri, è da 35 anni sotto una minaccia immane, che risponde ai seguenti nomi: Neoliberismo - Libero Mercato – Esistenza Commerciale – Cultura della Visibilità – Atomizzazione dell’individuo civico – Dittatura della classe degli investitori internazionali – Distruzione dell’Ambiente. La vita di ciascuno di noi - come lavoratori, come genitori, come figli, come comunità - è stata triturata negli ultimi 35 anni da queste forze sovranazionali, organizzatesi con una potenza di fuoco spaventosa. Siamo di fronte alla versione moderna e cosmeticamente adattata degli assolutismi devastanti dei secoli che ci hanno preceduto. Come sempre nella Storia l’unica speranza, l’unica!, esistente per ostacolare quella macchina mostruosa sono le Società Civili Organizzate. Cioè le persone comuni.
In Italia esisteva una Società Civile Organizzata. Essa era la nostra unica e sicuramente ultima speranza di salvare il Paese dalle sopraccitate entità e dalla devastazione sociale che ci hanno portato, e di cui Berlusconi è solo un peduncolo attivo. Essa avrebbe potuto studiare il nemico, capirne le origini lontane, la potenza di fuoco e attivarsi con metodo per neutralizzarne i colpi.
Ma l’Italia è stata invasa da un nugolo di personaggi cinici e scaltri, egomaniacali e assetati di fama, cioè i ‘paladini dell’Antisistema’ Travaglio-Grillo-Di Pietro e soci, che sono riusciti nell’impresa di convincere la nostra Società Civile Organizzata ad occuparsi con energia maniacale di aspetti marginali, insulsi e isterici della vita pubblica italiana. Oggi centinaia di migliaia di italiani potenzialmente utili a salvarci la vita, sono perduti come zombies ipnotizzati che rantolano dietro a vicende assurde o minori e che con il dramma del XX e XXI secolo non hanno nulla o pochissimo a che fare. Costoro sono degli idioti che hanno scelto di gettare a mare le ultime miserrime speranze di salvare l’Italia per occuparsi di ciò che altri idioti in malafede gli hanno ficcato nel cranio per loro esclusivo cinico vantaggio. Questa è una tragedia, che pagheremo tutti per decenni, e i nostri discendenti per secoli. Grillo, Travaglio, Lorenzo Fazio, Sabina Guzzanti, Piero Ricca, Antonio Di Pietro e i loro complici sono direttamente responsabili della morte dell’ultima speranza di salvarci da ciò che sta inghiottendo la mia vita, la tua e quella dei nostri figli. Chiaro ora?
(fonte)

19 aprile 2009
La scimmia è l'evoluzione dell'uomo

 

"La scimmia è l'evoluzione dell'uomo"
Questo è il titolo della geniale canzone di Caparezza, contenuta nel suo ultimo lavoro!!!
Mette in luce le scimmie Bonobo, una particolare specie di scimmie che vivono sulla sponda destra del fiume Congo. Esse costituiscono l'alternativa allo scimpansè comune, molto simile all'uomo. Le scimmie bonobo invece rappresentano un'alternativa sociale, praticamente unica in natura.
Capiamo meglio dal testo della canzone di Caparezza e poi da un approfondimento su Wikipedia:

Testo "bonobo power" - Caparezza

Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità. Non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti, in maniera equa. Non conosce la guerra, l'assassinio e la violenza. Insomma, stando a come si comporta il bonobo, la scimmia è l'evoluzione dell'uomo. Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accoppia sia con etero che con omosessuali. Davanti al cibo i bonobo prima fanno un'orgia e dopo mangiano, senza mai litigare. Il bonobo non è aggressivo: è sessualmente appagato; non discrimina il diverso, non va al family day.
La scimmia è l'evoluzione dell'uomo.

Rit: Bonobo power, evolving society. We improve the community and human eat the banana. Bonobo power, absence of authority. No more cruelty, no more war. We just play and come with love and human sucks!

[...] Il bonobo è una pericolosa alternativa sociale: dimostra che in natura esiste l'omosessualità, e che l'uomo è aggressivo perché sessualmente represso e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace è giocare, mangiare ed accoppiarsi alla faccia di religiosi, intellettuali e politici benpensanti.

Si legge da Wikipedia:
La società dei bonobo è improntata alla pacifica convivenza. Secondo il professor Frans de Waal, uno dei più stimati primatologi al mondo, il Bonobo è spesso capace di altruismo, compassione, empatia, gentilezza, pazienza e sensibilità. Fa l'esempio di Kuni, la bonobo dello zoo di Twycross, in Gran Bretagna che, raccolto un uccellino caduto nella sua gabbia, si è ripetutamente arrampicata su un albero per aiutarlo a volare. E quello dei bonobo dello statunitense Milwaukee County Zoo, che aiutano regolarmente Kidogo, un bonobo handicappato e sofferente di cuore, cui non sono imparentati.
Il bonobo è una delle poche specie animali - oltre all'uomo - che pratica il sesso non esclusivamente a scopo riproduttivo, ma anche ricreativo: le attività sessuali osservate in queste scimmie sia in cattività, sia nel loro ambiente naturale sono molto varie e includono sesso orale, rapporti omosessuali e sesso eterosessuale al di fuori del periodo fertile delle femmine. Si è dimostrato che l'attività sessuale è utilizzata da questi animali per "allentare la tensione" (per l'individuo o per il sociale, come nella circostanza di una disputa per un albero fruttifero da parte di due gruppi diversi) e secondo alcuni la loro società pacifica si deve proprio a questa pratica.
Recenti osservazioni in natura hanno confermato che i maschi dei branchi di scimpanzé comuni sono eccezionalmente ostili nei confronti dei maschi esterni al branco. Addirittura pattuglie omicide vengono organizzate per trovare sventurati esemplari maschi solitari nei dintorni del branco. Questo non sembra essere il comportamento degli esemplari, maschi e femmine, di Bonobo che sembrano preferire il contatto sessuale con gli elementi del proprio gruppo piuttosto che cercare il confronto violento con gli elementi esterni.
Rispetto agli scimpanzé, i bonobo evidenziano un migliore controllo delle emozioni, quindi non si lanciano in attacchi plateali, non gettano pietre e non sradicano piante come i loro "cugini", invece abitualmente comunicano con espressioni del viso e con gesti, talvolta, simili agli esseri umani come l'allungamento della mano nel caso di richiesta di cibo.
Lo conosciamo come il più vicino all'essere umano (per cui supera anche il comune scimpanzé) ma la cosa che lo distingue di più è l'organizzazione sociale basata sulla conciliazione piuttosto che sulla dominazione. Le relazioni tra individui funzionano su un piano di uguaglianza. I conflitti sono gestiti in maniera essenzialmente non violenta, dove il sesso interviene come un'alternativa all'aggressività. Nello stesso modo, capita spesso che un membro del gruppo pratichi degli atti sessuali con l'obiettivo di piacere ad un altro membro o per ridurre le tensioni sociali (un individuo subordinato può ad esempio utilizzare degli atti sessuali per calmare un individuo più forte ed aggressivo). La frequenza dei rapporti è eccezionale nel regno animale, superiore a quella di tutti gli altri primati. La femmina tuttavia mette al mondo solo un piccolo ogni 5 anni (all'incirca come gli scimpanzé).La società dei Bonobo presenta inoltre una seconda particolarità. La pace del gruppo è mantenuta anche grazie alla figura di un "pharmakos". Quando un'equipe di cercatori ha salvato un bonobo ferito, l'equipé ha notato un aumento di violenza e un abbassamento della sessualità, una volta reintegrato, nel gruppo è ritornata la pace: quasi fosse la stessa unione a dare forza e pace al gruppo stesso.

Dovremmo imparare dai rapporti sociali che si istaurano in natura: scevri da ogni ingabbiamento mentale e bigottismo: alla faccia di religiosi, intellettuali e politici benpensanti.
 


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SOCIETA'
14 aprile 2009
Mini-inchiesta sui poteri occulti e sul complottismo



Un viaggio all'interno di un mondo affascinante ed insidioso. Un pianeta oscuro, abitato da visionari e gente razionalmente informata. Lo si attraversa indenni solo se si è lettori consapevoli, non facilmente impressionabili. E' difficile infatti non farsi plagiare da falsi ciarlatani. E' altrettanto difficile riuscire a  credere alle verità diverse da quelle ufficiali, così inverosimili e però maledettamente documentate e quindi plausibili.
Per tutti quelli che pensano che "a pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca!!"
Un viaggio all'interno di un mondo irreale, ambientato nella realtà!!!!!

Si legge su Wikipedia:
Una teoria del complotto è una teoria che attribuisce la causa ultima di un evento o di una catena di eventi (in genere politici, sociali o talvolta anche naturali) ad un complotto o cospirazione. Il termine include un'ampia classe di teorie, che abbracciano una grande varietà di ambiti, con un'ampia gamma di plausibilità, che va da teorie riconosciute attendibili e dimostratesi fondate a teorie estreme ed improbabili, accomunate dall'attribuire un evento all'azione di cospiratori che perseguono fini propri, rimanendo nell'ombra e offrendone spesso una ricostruzione artefatta.
Il termine complottismo viene usato per designare, generalmente in senso dispregiativo, il punto di vista di chi crede alle più svariate teorie del complotto in modo acritico e fideistico e senza sentire ragioni di sorta, per sottolineare l'aspetto maniacale e paranoico che avrebbe tale atteggiamento mentale.
Dietrologia è invece un termine coniato in Italia negli anni settanta in ambito politico e in senso polemico per indicare chi ritiene che un evento sia dovuto a cause diverse da quelle manifeste o conosciute, collegabili a trame oscure, presumendo di conoscere e poter rivelare quello che si nasconde "dietro" la facciata ufficiale degli avvenimenti storici. Il punto cardine dei dietrologi è la domanda "a chi giova" un determinato fatto, sottintendendo l'ipotesi che tale avvenimento potrebbe essere stato provocato ad arte.
La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.Tali cospirazioni sono considerate crimini nella maggior parte degli Stati e, come tali, possono essere perseguite in quanto finalizzate a commettere un atto illegale; le persone coinvolte possono essere indagate come facenti parte di una struttura criminosa, o anche, talvolta, per essere semplicemente a conoscenza della cospirazione e non aver agito per opporvisi. Gli storici generalmente usano il termine cospirazione per indicare una cospirazione reale e provata o, quanto meno, seriamente plausibile e con alcuni solidi elementi a supporto.Il termine "teoria del complotto" viene invece usato, in ambito sociologico, per indicare le cospirazioni solo presunte ma non dimostrate da alcunché. A volte però l'etichetta di "teoria del complotto" è stata utilizzata per squalificare, schernire e denigrare il dissenso politico o sociale, ad esempio quando una potente figura pubblica viene accusata di corruzione.La ridicolizzazione sistematica delle persone, accompagnata da compiacenti diagnosi di schizofrenia è stata largamente impiegata al fine di mettere a tacere il dissenso politico, ad esempio in Unione sovietica (si veda: Antipsichiatria).
È tuttavia molto improbabile che tutte le cospirazioni immaginate siano vere contemporaneamente, anche perché spesso esistono teorie molto diverse su di uno stesso fatto, nessuna con prove decisive a sostegno.
Teorie del complotto sono emerse in correlazione a diversi ambiti, vediamone alcune:

-  Gli assassinii sono un soggetto classico della teoria del complotto. Alcune persone sono portate a chiedersi, dell'assassinio, «Chi ha beneficiato di questa morte?» Anche se alcuni assassinii sono commessi da individui squilibrati, e molti altri, in effetti, da governi  e altri ancora sono stati compiuti come risultato di una cospirazione dimostrata, ci sono diversi assassinii in cui le motivazioni e le prove non risultano credibili per l'opinione pubblica, dando adito a forti sospetti su quali siano i fatti realmente accaduti.Tra i più noti tra quelli che fanno capo ad una teoria del complotto troviamo una serie di morti con possibili moventi politici, avvenute negli USA nel corso degli anni sessanta, soprattutto quelle del presidente John F. Kennedy, di suo fratello il senatore Robert F. Kennedy, e del leader dei diritti civili Martin Luther King jr. Tra i casi italiani più noti abbiamo quello riguardante l'incidente aereo in cui perse la vita Enrico Mattei, presidente dell'ENI e il caso controverso e ben poco chiaro della morte del banchiere Roberto Calvi (trovato impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra). Anche l'assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse dopo una lunga prigionia ha sollevato spinose domande, alle quali i terroristi arrestati non avrebbero mai risposto in modo completo ed esauriente. Dietro alle brigate rosse ci sarebbe stato in realtà un interesse internazionale teso ad impedire l' entrata nel governo italiano del PCI. Affascinanti sono anche le teorie degli omicidi massonici (vedi ad esempio la morte di Rino Gaetano, Pantani ed altri).
-  L'antisemitismo ha generato numerose teorie del complotto. Quasi tutte sono fondate sull'accusa generica e sommariamente lanciata contro gli Ebrei di praticare l'usura. Tali teorie sostengono che gli Ebrei avrebbero storicamente lucrato sui prestiti e applicato interessi elevati ai non-ebrei, aumentando in tal modo la loro ricchezza e il loro potere. Dopo gli attentati del 2001 contro le Torri Gemelle si è diffusa la teoria che gli ebrei che lavoravano al World Trade Center sarebbero rimasti a casa la mattina dell'11 settembre, informati preventivamente dell'attacco terroristico dal servizio segreto israeliano, il Mossad.
Società e fratellanze segrete hanno sollevato sospetti tra alcuni dei non appartenenti. Una società segreta è in genere un'organizzazione della quale i membri non rivelano né l'esistenza, né la propria adesione ad essa, a volte prestando uno specifico giuramento di segretezza. Tuttavia, il termine viene sovente impiegato nelle teorie del complotto anche per riferirsi a fratellanze come la massoneria o gli Skull and Bones (Ossa e Teschio, ritratti nella bandiera dei pirati), che di norma non nascondono la propria esistenza o persino le liste dei propri aderenti, ma che vengono comunque sospettate di nascondere particolari credenze o perseguire programmi politici segreti. La teoria del complotto sui massoni risale alla fine del Settecento. I massoni vennero accusati di aver organizzato la Rivoluzione Francese e quella Americana, gli omicidi di Jack lo Squartatore, il declino della religione e di aver dominato la politica del Partito Repubblicano degli USA.  Gli Illuminati di Baviera, una società segreta tedesca collegata alla massoneria, figurano anch'essi nelle teorie del complotto dell'epoca. I Rosacroce e il fantomatico Priorato di Sion, col suo enigmatico motto Et in Arcadia ego, sono anch'essi popolari soggetti di teorie della cospirazione. Tutti i pontefici cattolici degli ultimi tre secoli sono oggetto di teorie del complotto. Alcuni credono che la massoneria venne condannata dalla Chiesa principalmente per la sua concezione secondo la quale tutte le religioni sarebbero uguali; questa visione era diametralmente opposta al credo di gran parte delle religioni, secondo le quali esiste una sola vera religione. Poiché molti cattolici e alcuni protestanti oggi concordano con i principi massonici condannati dalla Chiesa, sono emerse nuove teorie sui massoni, come quella secondo la quale essi sarebbero degli adoratori del diavolo. Altri sostengono invece che queste opinioni sulle origini della teoria del complotto sui massoni sono esse stesse una teoria del complotto. In Italia è stato provato, sia dalla magistratura che dall'apposita Commissione Parlamentare, che la loggia massonica italiana P2 era in effetti un'organizzazione segreta che mirava a prendere il possesso delle leve del potere in Italia (vedi il suo Piano di rinascita democratica).
-  I Rastafariani sostengono che un patriarcato razzista bianco ("Babylon") controlla il mondo allo scopo di opprimere i neri. Essi credono che l'imperatore Haile Selassie d'Etiopia non morì e che i media, controllati dai bianchi razzisti (ancora una volta "Babylon"), diffusero la voce della sua morte allo scopo di schiacciare il rastafarianismo e il suo messaggio millenarista volto a rovesciare Babylon. I Rastafari, comunque, credono nella pace e nell'unione, e interpretano Babylon specialmente come una metafora del "sistema" stabilito che opprime le minoranze, come i neri e i poveri.
-  Le "tecnologie soppresse" (o nascoste) portano le teorie del complotto dal campo della politica a quello dell'economia. Una tipica storia di tecnologia soppressa sostiene che fu inventato un carburatore per automobili incredibilmente efficiente, il cui inventore sarebbe stato presumibilmente ucciso, o fatto comunque sparire, dalle compagnie petrolifere, desiderose di proteggere i loro affari da una invenzione che, consentendo notevolissimi risparmi di carburante, avrebbe causato loro gravissimi danni economici. Questa teoria è in genere considerata una leggenda metropolitana. Alcuni teorici del complotto medico sostengono che la comunità medica - se solo lo volesse - sarebbe attualmente in grado di curare malattie considerate "incurabili", come il cancro o l'AIDS, ma che invece preferirebbe sopprimere le cure in modo da poter estorcere più fondi al governo e ai donatori o, secondo altre versioni, per favorire i giganteschi interessi economici delle industrie farmaceutiche.È tuttavia vero che, dal 2005, tutti i nuovi farmaci sono sottoposti ad almeno 20 anni di protezione del brevetto e questo rende inaccessibili alcune cure, in particolare contro l'AIDS, nei paesi meno ricchi. Il "Cartello Phoebus", costituito nel 1924, sembra certamente aver fermato la competizione nell'industria delle lampadine per alcuni anni, ed è stato accusato di aver prevenuto l'innovazione tecnologica che avrebbe prodotto lampadine di maggior durata. Si è sostenuto che il motore diesel Elsbett, che funziona con oli vegetali, abbia dovuto confrontarsi con accuse di pratiche anti-competitive È per altro vero che sin dall'inizio del XX secolo gli oli minerali furono imposti come carburante standard per motori diesel, sebbene tali motori possano generalmente funzionare anche con oli vegetali. Anche la ricerca sull'auto elettrica, che di fatto ha portato a pochi esemplari in commercio (quasi dei prototipi), viene dipinta come ostacolata dalle lobby del petrolio.
- I motivi per cui gli Stati iniziano, partecipano o terminano le guerre sono spesso oggetto di controversie e sospetti. Come nel caso degli assassinii, la domanda che viene spesso posta dai sostenitori delle teoria del complotto è: «chi ne trae beneficio diretto?».Per decenni, una risposta comune è stata «i produttori di munizioni». Secondo questo punto di vista, c'è sempre un gruppo, all'interno di una nazione che trae beneficio dall'andare in guerra, per qualsiasi pretesto: i venditori di armi e altro materiale bellico.Collegata a questa è l'accusa che certe guerre, che i politici dichiarano essere nell'interesse nazionale o per scopi umanitari, siano in realtà motivate dalla conquista e dal controllo di risorse naturali per interessi commerciali. Nella guerra Ispano-Americana del 1898, l'esplosione della USS Main spinse all'annessione statunitense di Porto Rico, Filippine e Guam. In tempi più recenti, le guerre nel Medio Oriente, come la guerra del Golfo e l'invasione dell'Iraq, sono state descritte come guerre per il petrolio. Durante il XX secolo gli Stati Uniti sono stati spesso accusati della pianificazione di colpi di stato all'estero per interessi commerciali, come nel rovesciamento, nel 1954, del presidente del Guatemala ed il golpe cileno del 1973. Rientrano in questa categoria progetti tecnologici come l'HAARP, l'irrorazione di scie chimiche.
-  Le profezie apocalittiche, in particolare quelle contenute nell'Apocalisse di Giovanni (chiamato anche Libro delle Rivelazioni) e quelle escatologiche, sul giudizio universale e la fine del mondo (o la fine del tempo), hanno ispirato una serie di teorie del complotto. Molte di queste hanno a che fare con l'Anticristo, l'incarnazione del male terreno dell'Apocalisse di Giovanni. Questo anticristo, noto anche come la Bestia 666, dovrebbe essere un leader che creerà un impero mondiale e opprimerà i cristiani (e in alcune versioni anche gli ebrei). Nelle teorie del complotto apocalittiche, alcuni personaggi dell'attualità sono sospettati di essere l'anticristo e alcune organizzazioni (come la Chiesa cattolica o le Nazioni Unite) sono sospettate di essere la maligna organizzazione mondiale dell'anticristo.Innumerevoli figure storiche sono state chiamate "anticristo" ai loro tempi, dall'imperatore romano Nerone a Ronald Reagan. La speculazione apocalittica si è talvolta mischiata all'anticattolicesimo sostenendo l'interpretazione secondo la quale il papa regnante è l'Anticristo biblico. Un'interpretazione più recente vede l'Anticristo come un leader mondiale coinvolto nelle Nazioni Unite, che creerà un «unico governo mondiale» e stabilirà un unico sistema monetario. Quest'ultimo viene identificato con il Marchio della bestia, che la Bibbia sostiene sarà necessario alle persone alla fine dei tempi allo scopo di condurre i commerci. Due nazioni spesso coinvolte nelle teorie apocalittiche del complotto sono Israele e l'Iraq. La prima è quella in cui si trovano il Monte del Tempio e Armageddon (Megiddo), luoghi considerati importanti dalle profezie. La seconda è l'antica ubicazione di Babilonia, che compare anch'essa nelle Rivelazioni di Giovanni.
-  Diverse teorie del complotto sono state sviluppate a riguardo degli attentati dell'11 settembre 2001, molte delle quali concordano nell'ipotizzare che gli Stati Uniti stessi, secondo i loro sostenitori, avrebbero avuto delle responsabilità (attribuite in misura diversa a seconda delle versioni) negli attentati. Una delle teorie alternative più ricorrenti vorrebbe che i servizi segreti americani (CIA) ed individui facenti parte del governo USA sapessero in anticipo degli attacchi e permisero di proposito che accadessero, perché questi attacchi avrebbero creato il consenso dell'opinione pubblica per un'invasione dell'Afganistan, dell'Iraq, altre azioni aggressive di politica estera e forti restrizioni delle libertà personali negli USA. I sostenitori puntano il dito contro il Progetto per un nuovo secolo americano, un think tank (gruppo di studiosi) neoconservatore che propone una strategia per guadagnare in via definitiva agli Stati Uniti una schiacciante leadership globale. Tra gli ex membri di tale gruppo si trovano l'ex segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, il vice presidente Dick Cheney e diversi altri uomini chiave dell'amministrazione di George W. Bush. Nel loro progetto, redatto ben prima dell'11 settembre 2001, il gruppo sostiene che «alcuni eventi catastrofici e catalizzanti — come una nuova Pearl Harbor» sarebbero necessari per spostare rapidamente l'opinione pubblica a favore delle teorie politiche da essi propugnate, rendendo così più spedito lo sviluppo della loro strategia. I sostenitori di tale teoria fanno inoltre notare i legami tra Bush e l'Arabia Saudita, la nazione di origine di 15 dei 19 dirottatori, il fatto che le riprese video dell'attacco al Pentagono sono state sequestrate e mantenute segrete fino al 2006, le voci secondo cui a diversi importanti personaggi pubblici fu detto di non volare quel giorno, e l'iniziale opposizione di Bush a una commissione che investigasse sugli attacchi.
- Strage di Ustica e strage di Bologna: sarebbero state la prima un avvertimento e la seconda la punizione attuata dagli USA per la partecipazione italiana alle olimpiadi di Mosca del 1980 boicottate da molti stati occidentali e che secondo gli Usa anche l'Italia avrebbe dovuto boicottare.
- Fidel Castro: gli sbandierati piani della CIA tesa ad ucciderlo farebbero parte della facciata "ufficiale" della CIA, la quale invece ne avrebbe favorito l'ascesa al potere allo scopo di rendere vicino e reale il pericolo comunista nell'opinione pubblica americana.
-  Un dibattito del XX secolo che ha fatto discutere è quello se l'allunaggio dell'Apollo 11 nel 1969 sia realmente avvenuto. I complottisti ipotizzarono che la NASA, su pressione del governo USA, avesse finto l'atterraggio usando effetti speciali coordinati dal regista Kubrick, dato che il governo voleva dare uno smacco all'URSS, prossima a tentare l'impresa, che credeva volesse annettersi il suolo lunare.(guarda il video)
Queste sono solo alcune delle tesi complottiste, diverse nel loro grado di attendibilità, che si possono trovare negli ambienti dei poteri occulti. Vi invito ad informarvi e scegliere la teoria che più vi apassiona. Ovviamente andateci con i piedi di piombo, divertitevi e ragionate.

Rivolgendo lo sguardo all' Italia, il mondo del complottismo ruota intorno a tre soggetti principali: il giornalista ed europarlamentare Giulietto Chiesa, il giornalista e scrittore Maurizio Blondet, ed  il regista e fotografo Massimo Mazzucco.
Alla fine del 2007 Giulietto Chiesa ha presentato a Roma il suo film “Zero - Perché la versione ufficiale sull’11 settembre è un falso”. Maurizio Blondet è invece il complottista degli “israeliani danzanti”. Una delle sue teorie è quella che le Twin Towers sarebbero state minate e demolite da cinque israeliani di una ditta di traslochi. E' il direttore della rivista on-line Effedieffe. C'è chi sostiene che quasi  tutte le informazioni contenute nei suoi articoli sono inventate di sana pianta, come testimonia il blog Perle Complottiste, interessantissimo blog che si preoccupa di smentire, documentando, tutte le bufale provenienti dal mondo complottista. Massimo Mazzucco è invce il responsabile di Luogocomune.net dove trovano spazio per le teorie sulla Terra Cava (tutti noi vivremmo all’interno della Terra, non sulla sua superficie), per i complotti sull’assassinio dei Kennedy,cure alternative al cancro, perfino per i “crop circle” (i cerchi nel grano).
Da segnalare due siti interessanti: quello di Paolo Franceschetti, avvocato e docente che si occupa prevalentemente dei poteri occulti che ruotano attorno alla mafia ed alla massoneria. Un blog interessantissimo e privo dei soliti deliri complottistici. L'altro sito è disinformazione.it gestito da Marcello Pamio.Una sorta di raccoglitore di notizie, articoli e pubblicazione che non ricevono risalto dai media controllati dall'estabilishment economico-finanziaria e smascherare le opinioni manipolate di proposito.
Ecco una piccola panoramica su questo mondo.
Un insieme di testi, teorie e dati che bisogna saper maneggiare. Ripeto: da usare come momento di svago oppure, partendo da quelle più plausibili, da utilizzare per capire gli inganni delle verità ufficiali e stare sempre allerta per non cadere negli inganni del sistema.

 


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ECONOMIA
18 febbraio 2009
Eugenio Benetazzo



Sul suo sito si legge che è il  primo ed unico predicatore finanziario in Italia, è stato battezzato il Beppe Grillo dell'Economia ed il Marco Travaglio della Finanza ( e qui comincio a preoccuparmi) per il suo modo di porsi, irriverente e dissacratore, caratterizzato da un'analisi lucida e critica senza eguali basata sulla radiografia ed evoluzione dell'attuale scenario macroeconomico mondiale. Vive a lavora tra l'Italia e Malta, è ospite opinionista di numerosi palinsesti televisivi e trasmissioni radiofoniche su tematiche legate al risparmio gestito, alla globalizzazione, al signoraggio e soprattutto al sistema bancario italiano. I suoi shows finanziari, unici ed irripetibili per il taglio critico senza rivali, sono stati acclamati dalla stampa di settore come fenomenali eventi di informazione mediatica indipendente, grazie alla meticolosa indagine inquisitoria unita ad una narrazione incalzante, che catturano il pubblico lasciandolo letteralmente incollato alla sedia.

Al di la della mera propaganda,
Eugenio Benetazzo è uno tosto. Ti spiattella in faccia la realtà, riesce ad essere incredibilmente chiaro, nei suoi discorsi, anche quando di mezzo ci sono spread, bond, hedge found ecc....
E' uno dei pochi in Italia che parla di signoraggio, delle nefandezze commesse dalle banche. Pronosticò, ed esternò la sua idea sullla crisi finanziaria ben tre anni fa. Ma non perchè è un infallibile analista, ma semplicemente perchè è indipendente, senza padroni!!

Vi invito a leggere i suoi articoli ma soprattutto a guardare i suoi spettacoli, interviste su youtube, alla sua
pagina personale.

politica estera
7 febbraio 2009
Palestina: una voce diversa



Premetto che sul conflitto israelo-palestinese, dare dei giudizi avventati è un'assurda idiozia, data la complessità della materia. Però nella fase di acquisizione di informazioni, per formarsi un'opinione su conflitto che lacera il popolo palestinese (ed ebreo, seppur in misura minore) è ineludibile passare attraverso un racconto (in 7 parti) su youtube di Paolo Barnard.
Egli sostiene che solo quando l'opinione pubblica occidentale saprà cosa è accaduto in Palestina dal 1897 al 1951, capirà di chi è il grande torto nel conflitto - capirà che il Grande Terrorismo è israeliano, e che il terrorismo palestinese è REAZIONE a decenni di orrori sionisti. Capirà che i palestinesi hanno RAGIONE, e che la loro reazione di violenza è oggi solo esasperazione convulsa per tanta indicibile ingiustizia.

Questo racconto costituisce, a mio parere una rinfrescata dettagliata e qualificata all'ottusità mediatica propagata dai media dominanti!!!

Che ognuno di noi si faccia la propria opinione, ma per favore: che ognuno di noi...si INFORMI CONSAPEVOLMENTE!!!!! 


Racconto di  Barnard ---  "Capire il torto"

parte 1  -  parte 2  -  parte 3  -  parte 4  -  parte 5  -  parte 6  -  parte 7 

POLITICA
13 dicembre 2008
l'inferno dell'Ilva



E' allarme diossina nella carni irlandesi. Tra paure e allarmismi anche quest'emergenza scomparirà presto dalle cronache italiane.
Noi invece, il nostro caso diossina ce l'abbiamo da tempo ed il silenzio dei media è "assordante".

Il caso dell' ILVA.

Innanzitutto: cos'è l'Ilva, cos'è la diossina?. Importo da Wikipedia.

L'ILVA è una società per azioni del Gruppo Riva che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell'acciaio. Con il nome della originaria azienda fondata nel 1905, è nata sulle ceneri della dismessa Italsider. Il più importante stabilimento italiani è situato a Taranto, e costituisce uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell'acciaio in Europa.

Le DIOSSINE, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di ossidazione come quelle che avvengono negli inceneritori, nelle acciaierie di seconda fusione ed in altri processi di combustione civile ed industriale, sono i principali produttori di diossine.

Mescolando, o meglio "fondendo" queste due parole viene fuori uno dei più grandi casi ambientali italiani.
L'Ilva è accusata, da ormai un quarantennio, di emettere una quantità spropositata di sostanze inquinanti facendo diventare Taranto la città più inquinata dell'europa occidentale.
Un pò di dati: lo stabilimento di Taranto produce oltre il 90% delle emissioni nazionali di diossina, arrivando a quasi 7 nanogrammi al metro cubo (il limite europeo è di 0,4%). E' stato stimato che ad oggi, l'impianto ha rilasciato oltre 7 chili di diossina "persistenti" e dispersi nell'ambiente.

La diossina provoca gravi malattie. 
Le zone vicine presentano un aumento percentuale di tumori allarmante. Il latte è contaminato, il formaggio è contaminato (vedi servizio delle Iene), la città è perennemente avvolta da una cappa scura che ingrigisce le case e l'anima dei cittadini di Taranto.  
Il rione periferico dei Tamburi boccheggia per via del vicino parco minerali dell'Ilva, situato a soli 50 metri di distanza. Nei giorni di vento gli abitanti di questo quartiere vengono sepolti da polveri di minerale e soffocati da esalazioni di gas povenienti dalla zona industrale Ilva.
Un disastro insomma, frutto dell'avidità e disinteresse di un grande gruppo imprenditoriale con la complicità disgustosa delle istituzioni.
Cosa fare allora? Chiudere lo stabilimento? Impossibile. Ecco perchè: Nello stabilimento lavorano 13 mila dipendenti a cui aggiungerne fino a 8 mila per l'indotto. Si tratta per la maggior parte di trentenni, il 98 % a tempo indeterminato. L'intera economia tarantina dipende da questi impianti che sbuffano "morte" dalle loro ciminiere.
Occorre una riqualificazione degli impianti e limiti di legge ferrei, come avviene nel resto d'Europa.

L'unione europea dal 1996  ha fissato il limite di 0,4 nanogrammi. L' Inghilterra, per esempio, si è adeguata. E la Germania ha fatto ancora meglio: 0,1 nanogrammi, lo stesso limite previsto per gli inceneritori. Nel 2006, Ilva e Regione Puglia hanno anche firmato un protocollo d' intesa, ma con scarsi risultati. La campagna di ambientalizzazione procedeva a rilento e  l' Ilva intendeva concluderla nel 2014.
Eppure a Trieste, acciaierie «Lucchini», per risolvere il problema è bastato un decreto del dirigente regionale Ambiente che ha imposto al siderurgico, pena la chiusura, di rispettare i limiti europei. In due anni, grazie anche alle pressioni della confinante Austria, il miracolo: dalla maglia nera, in tandem con Taranto, l'impianto di Trieste è diventato un centro di eccellenza, con la diossina abbattuta fino al teutonico limite di 0,1 nanogrammi(f.).

Sull'esempio del Friuli,finalmente una legge che regolamenta le emissioni inquinanti.
 Il governatore della Puglia, il comunista Vendola nel mese di novembre ha approvato, assieme alla sua giunta,  la legge anti-diossina, che pone dei limiti più severi rispetto a quelli previsti dalla norma nazionale, in sintonia con le misure adottate a livello europeo.
Una svolta storica che però potrebbe essere vanificata dalla possibile mossa successiva del Governo Berlusconi, che potrebbe impugnare la legge per sospetta incostituzionalità. Infatti il titolo quinto della Costituzione italiana (riformato nel 2001), all’art. 117  colloca la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali tra le materie in cui lo Stato ha competenza legislativa esclusiva. Non sarebbe pertanto ipotizzabile, in assenza di una legge quadro italiana in materia di diossine, alcun intervento legislativo regionale che risulti modificativo della vigente normativa nazionale. Ma la Regione ha comunque deciso di correre questo rischio.
In base al disegno di legge  l’Ilva dovrà ridurre le emissioni di diossina  fino ad un massimo di 2,5 nanogrammi a partire dal primo aprile del 2009. Un limite che dal 31 dicembre 2010 dovrà scendere ulteriormente fino a 0,4 nanogrammi. In caso di violazioni, il gruppo Riva avrà 60 giorni di tempo per rientrare nei limiti previsti, pena la chiusura degli impianti. 

Ma nell'inferno di Taranto i problemi non finiscono qui.
L'altro allarme si chiama  piombo 210 e del polonio 210 due sostanze altamente radioattve.
Per non farsi mancare niente, l'Ilva ha anche rilevanti problemi di sicurezza sul lavoro. L'ultima morte bianca risale a qualche giorno fa (la terza dell'anno).

Errore comune: non bisogna pensare alla diossina di Taranto come ad una vertenza locale: siamo di fronte ad una potenziale fonte di contaminazione globale che supera i confini delle regioni. Le diossine sono addirittura inquinanti transfrontalieri.  Il potenziale cancerogeno e genotossico della diossina dispersa nell'ambiente è questione globale perché entra nella catena alimentare.

Taranto deve ribellarsi e non rassegnarsi ad essere la città "usa e getta" della grande industria. Sedotta e abbandonata da un falso progresso che uccide la storia, divora l'agricoltura, stermina l'allevamento e avvelena il commercio.

Meno televisione e più rete! Non indottrinati dai media dei padroni. 


 



 


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POLITICA
7 dicembre 2008
Avete fallito!!!!!




Le falsità sulla crisi.
L'incapacità dei governanti e dei propugnatori dell'attuale sistema economico di prendersi le loro responsabilità. Una crisi strutturale, dell'intero sistema neoliberista!!!
Avete fallito ed il mercato vi ha presentato il conto. Ora come al solito troverete il modo per evitare di pagarlo. I contestatori del G8 di Genova arrestati e picchiati. Voi, impuniti ed arroganti ancora alla guida del sistema.
Leggi tutto il mio articolo, dedicato alle balle che circolano sulla crisi globale, su byteliberi.com.
Buona lettura.

Meno televisione e più rete. Sempre alla ricerca della notizia. Non subiamola cosi come ci viene imboccata dai media dei padroni.

POLITICA
4 novembre 2008
Paolo Barnard

Parlo ancora di Paolo Barnard.
Le sue tesi mi affascinano come lui non vorrebbe.
Lui scrive: "Detesto in modo assoluto la cultura dei ‘personaggi’, la cosiddetta Cultura della Visibilità (leggi Vip), sia quella massmediatica propria del Sistema che quella ‘antagonista’ del nostro Antisistema(Travaglio, Grillo ecc..).
In un altro post mi occupai delle sue considerazioni sul V-Day e sui protagonisti del c.d. Antisistema che crea masse adulatrici che vedono questi Vip come i depositari assoluti della verità!

Pubblico ora alcune sue considerazioni (tratte dal suo blog, meravigliosamente scarno) sulla protesta anti-Gelmini:

"No, così non va cari studenti, cari insegnanti, cari attivisti. L’opposizione e l’indignazione sono fallate quando sono selettive, quando cioè si animano contro l’uno ma non contro l’altro. Poi: nulla di buono potrà mai scaturire se è solo un’ossessione per l’ Odioso Designato (Silvio Berlusconi) che vi ha infiammati fino a questo livello. Infine: la protesta è ancor più vana quando sbaglia clamorosamente il target.
Sarò subito chiaro. Le masse di voi giovani che oggi sconquassano istituti e atenei per protestare contro l’assalto all’istruzione dell’attuale ministro, rimasero inerti quando quell’assalto veniva pianificato dal governo Prodi, con colpi di scure assai più profondi di quelli oggi in gioco. Dov’eravate ragazzi? E i vostri docenti? [...]
No, così non va cari ragazzi. Lo slancio civico, la difesa dei diritti, sarebbero in voi una manifestazione straordinaria se non fosse che ancora una volta l’evidenza mi costringe a concludere che ciò che anima questo vostro insolito livello di indignazione è la deleteria febbre contro l’Odioso Designato, e non la sostanza dell'ingiustizie.
Ancora una volta. Come ai tempi del desolante spettacolo delpacifismo’ italiano di cinque anni fa. Ricordiamo tutti quell’epocale 15 febbraio del 2003, quando una massa di quasi tre milioni di italiani marciò su Roma per protestare contro l’intervento italiano in Iraq e in Afghanistan. In Iraq l’Italia è rimasta per nove mesi del governo di centrosinistra, in Afghanistan ancora siamo. Ma dei tre milioni di ‘pacifisti’ del 2003, quanti scesero in piazza nei mesi del mandato Prodi dall'aprile del 2006? Lungo cioè la terrificante strage di civili che le cosiddette coalizioni hanno perpetrato in quei due Paesi e che oggi arriva a una stima di oltre un milione e seicentomila morti? Poche centinaia si agitarono nelle piazze, di cui neppure uno dopo l’annuncio lanciato da Luciano Bertozzi su Nigrizia che ci rivelava come il buon Prodi avesse previsto nella finanziaria 2008 qualcosa come… 23 miliardi di euro in spese militari, armando poi Paesi come la Turchia o Israele, vere e proprie bestie nere dei Diritti Umani. Perché allora, col centrosinistra a palazzo Chigi, neppure una frazione dell’indignazione febbrile che oggi vi percuote fece capolino nelle strade? Mi dite perché?
Infine. Dove state andando a sbattere? Contro chi? Ha senso indignarsi con il pescecane che ha azzannato la rete del pescatore? Mi spiego, è semplice. Le destre politiche di tutto il mondo sono cromosomicamente programmate dai loro padroni per fare una e solo una cosa: distruggere il bene comune e il senso di collettività, per sempre, e imporre il privato individuale ovunque. Sono nate per fare questo. Punto. Esattamente come gli squali sono nati per azzannare. Significa demolire scuola pubblica, sanità pubblica, servizi pubblici.
Possiamo certamente inorridire, ma che senso ha indignarsi con chi sta facendo il suo dovere? L’indignazione se la meritano coloro il cui compito era di impedire che la destra facesse il suo dovere: e cioè la sinistra, la miserevole inesistente patetica sinistra. Quella cosa che oggi sta appiattita sotto lo stuoino della destra pur continuando a biascicare retoriche di sinistra.

Le leggi dell’Odioso Designato si disfano in poche settimane se c'è il consenso politico (cioè popolare). Il problema è che quel consenso non c'è, o meglio, la sinistra non ha saputo crearlo, non ne è stata capace, anzi: non ha voluto. Questo è il problema. Invece di perdere tempo a odiare Berlusconi e il suo clan, perché non vi chiedete le ragioni per cui le sinistre sono finite a brandelli, svendute alle destre, protettrici del piduista Silvio, privatizzatrici, precarizzatrici, traditrici del nostro bene comune?
Indignatevi con loro ragazzi, strattonatele, prendetele a schiaffi, fate i sit-in e le lezioni in strada di fronte alla CGIL, alle sedi del PD, sotto casa di Romano Prodi. Questo ha senso. La destra fa il suo dovere. E' la sinistra che non l'ha fatto."



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POLITICA
23 luglio 2008
Tonino Tonino!!!!

 
Di Pietro e la gestione del suo partito.
Di Pietro e lo shopping immobiliare dell'IdV.
Di Pietro attaccato duramente da Elio Veltri.

Storia di un partito poco trasparente, gestito teocraticamente.
Leggi tutto il mio articolo su byteliberi.com

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POLITICA
6 maggio 2008
il contestatore dei contestatori





Questo post è dedicato al  giornalista Paolo Barnard.
Paolo Barnard è un  ex collaboratore di Report (la trasmissione di Milena Gabanelli in onda su rai 3) infuriato con la Rai e segnatamente con la brava conduttrice della trasmissione, rea, secondo lui di averlo abbandonato di fronte ad una causa civile che sta affrontando come conseguenza diretta di un’inchiesta da lui realizzata per il programma.
L’11 ottobre del 2001 va in onda all’interno della puntata di Report l’inchiesta di Barnard dal titolo “Little Pharma & Big Pharma“. Nel suo lavoro il giornalista raccontava la diffusione della pratica del "comparaggio", un reato punito dalla legge, che sarebbe stato commesso da alcune case farmaceutiche allo scopo di ottenere un numero maggiore di prescrizioni dei loro farmaci attraverso la corruzione dei medici di base.Nel 2004 la Rai, Report e Barnard vengono trascinati in tribunale da un informatore farmaceutico che si ritiene danneggiato dal contenuto dell’inchiesta. Sui tre soggetti pende la richiesta di un ingente risarcimento danni. Per il giornalista è l’inizio di un’avventura giudiziaria che rischia di mettere in ginocchio le sue finanze fra le spese legali da sostenere e l’incubo di una possibile condanna.
L’accusa mossa da Barnard alla Rai e a Report è quella di averlo abbandonato due volte di fronte alla causa civile che dovrà affrontare: prima negandogli l’assistenza dei legali della tv di stato, poi avviando formalmente una “messa in mora” nei suoi confronti. In sostanza se il verdetto del procedimento civile dovesse essere sfavorevole la Rai e Report si potranno rivalere economicamente sullo stesso Barnard.
A quel punto il  freelance diviene  protagonista di alcune prese di posizione nelle quali contesterà apertamente tutto quel “movimento” animato da Beppe Grillo e che vede fra i suoi più illustri esponenti Marco Travaglio e in qualche modo la stessa Milena Gabanelli.
Ammetto che le sue tesi sono alquanto interessanti, affascinanti e molto verificabili. Le sue tesi sono molto forti e rischiano di capovolgere il mio pensiero sui movimenti sociali organizzati (vedi Grillo ecc...). Ho sintetizzato cosi le sue posizioni:

Il Movimento che voleva quell'Altro Mondo Possibile (dunque come contrasto al Sistema) è anch'esso miserabilmente meschino, avido, Vip e cioè qualitativamente identico al Sistema che vorrebbe contrastare. Egli vede replicato all'interno del Movimento il maledetto meccanismo, identico a quello dei Vip massmediatici, dove i nostri Vip, quelli della "nuova Italia pulita, quella giusta", accolgono la delega a pensare, ad agire, a combattere di migliaia di persone che li adorano, e loro quella delega la accettano ingordi di protagonismo invece che aiutare tutte quelle persone ad adorare sé stessi, a divenire i Travaglio e i Santoro di sé stessi, a costruirsi i libri da sé, a sentirsi tutti e ognuno lassù sul palco col microfono in mano e capaci di combattere con le proprie idee.I nostri paladini dell'informazione pulita, censurano le idee scomode, esattamente come fa Vespa, non tollerano il minimo dissenso, esattamente come fa Ferrara.
Storditi dalla girandola delle manifestazioni, dai tripudi nelle serate con le nostre star, dall'indignazione che ci portiamo a casa dopo le nostre feste colorate e dopo la lettura dei libri scritti dai nuovi "moralizzatori", continuiamo a dimenticarci che il 99% degli italiani che votano e consumano ci ignorano totalmente, perché li abbiamo abbandonati alla comunicazione di chi invece ha lavorato 24 ore su 24 per 35 anni per parlargli, di chi si è mischiato fra di loro e li ha ipnotizzati, e cioè le destre neoliberali grandi promotrici dell'Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità, quelle che ci hanno fottuti tutti, e loro sono i veri vincitori del mondo.
Eravamo invece l'unica speranza rimasta a fronteggiare il trionfo internazionale del Sistema massmediatico e neoliberista. L'annullamento di quella speranza si sta consumando per mano dei nostri stessi leader alternativi e con il nostro pieno ed euforico consenso. Questo, mentre il Sistema se ne sta tranquillo a guardare in piacevole stupore (il Sistema, quello vero, quello che non sta a Palazzo Chigi).
E' accaduto che noi, gli antagonisti, abbiamo riprodotto al nostro interno le medesime strutture del Sistema che volevamo contrastare. 
Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata "Cultura della Visibilità", che è la cultura dei personaggi e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all'equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci.
I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante. Essi di fatto svuotano l'Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta. Ecco come: 
-  I Personaggi, ponendosi come tali, inevitabilmente ci trasmettono la sensazione di sapere sempre più di noi, di poter fare più di noi, di aver sempre più carisma di noi, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità  che noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi. Il paragone inevitabile fra la nostra (generalmente fragile) autostima e l'immagine di grandezza dei Personaggi, fra il nostro limitato potere e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullarci. Tantissimi di noi infatti pensano "ma da solo cosa posso mai fare? cosa conto? chi mi ascolta?". Smettiamo così di pensare e di agire autonomamente e corriamo ad affidarci ai suddetti Personaggi, che prontamente ci forniscono un pensare e un agire preconfezionati, che noi fotocopiamo in un'adesione adorante e acritica. E questa è, insieme, una rovina per noi e la salvezza del Sistema, per le ragioni che esporrò a breve. Abbiamo così ricreato una verticalità e nuove Caste.La loro imponenza, cultura, e visibilità rimpiccioliscono noi, che deleghiamo loro praticamente tutto. E infatti in assenza dei personaggi, delle loro analisi e delle loro iniziative, la maggioranza di noi diviene inerte. Ecco perché le migliaia di noi che si riversano nelle piazze ogni anno sembrano regolarmente sparire nel nulla all'indomani. 
- Tutti i sopraccitati Personaggi, dai comici ai preti ai giornalisti, hanno dato l'avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell'indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante. Eppure, che la politica italiana fosse ladra e corrotta, milioni di italiani lo sapevano benissimo già prima che molti di questi industriali dell'indignazione nascessero, e assai poco è cambiato. Allora, a che serve procedere compulsivamente ad aggiungere denuncia a denuncia e indignazione a indignazione? In realtà questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l'auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. Ed  è proprio questa auto assoluzione che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell'unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra.
La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all'anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri. Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono belle anime in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l'istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po' opaco dell'impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta. E invece a braccetto con l'industria della denuncia e dell'indignazione ci auto assolviamo e ci ri-annulliamo.  
Dovevamo invece essere aiutati a crescere per divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso. Dovevamo imparare a scrivere, ciascuno di noi a suo modo, il libro della propria denuncia dei fatti e della propria analisi accurata dei fatti, dovevamo imparare a fare ogni giorno il nostro personale Tg, i politici di noi stessi, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno. Ciascuno di noi sul proprio palco, sotto i propri riflettori,non importa quanto colti, quanto intelligenti, poiché l'unico motore del nostro agire doveva essere la fede nell'insostituibile importanza di ciascuno di noi.
Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate,ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del "cosa si deve fare", se non addirittura dell'organizzazione nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. A scintillare non dovevano essere i Grillo e i Travaglio, doveva essere ogni singola persona comune, per sé, in sé. Tutto ciò, in un rapporto sempre e solo orizzontale.
Solo il percorso sopraccitato avrebbe garantito la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori. Dunque potenti, sani in una dialettica sociale sana. Gente in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e che mai si farebbe trascinare dall'errore fatale dell'adesione acritica all'analisi di qualcun altro.
Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia. 
Noi persone civicamente impegnate siamo finiti a berci tutto questo senza neppure più vederlo. E il pericolo è che un affidamento così sciagurato a figure così ipertrofiche con tali metodi e con quella struttura di relazione verticale ci sta portando tutti insieme nel baratro.
Credete veramente che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva? Ma credete veramente che coloro che in soli 35 anni hanno saputo ribaltare due secoli e mezzo di Storia, coloro che hanno reso di nuovo plausibile l'inimmaginabile, nella quotidiana vita di 800 milioni di cittadini occidentali, coloro che muovono 1,5 trilioni di dollari di capitale al giorno, coloro che tengono ben salde nelle loro mani tutte le leve della nostra Esistenza Commerciale stiano perdendo anche un singolo secondo di sonno per noi e per i nostri Guru? Ma avete un'idea di come lavorano questi? Dovete capire il potere di chi è riuscito in un attimo della Storia a compattare migliaia di destre economiche eterogenee sotto un'unica egida e sotto un pugno di semplicissime ma ferree regole, per poi travolgere il pianeta ribaltandolo da cima a fondo. Il Potere è ed è stato coeso, annullando ogni individualismo fra i potenti, è ed è stato disciplinato all'inverosimile, ossessivamente preciso in ogni analisi, immensamente competente, sempre silenzioso, al lavoro 24 ore su 24 senza mai un respiro di pausa, comunicatore raffinato, con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali.
Dobbiamo fermarci, fermare tutta la nostra macchina di oppositori civici, Movimenti inclusi, e guardarci dentro. Forse non siamo tanto migliori o differenti dal Sistema che vorremmo contrastare, dalle persone che tanto detestiamo. Forse abbiamo replicato il loro sciagurato modello di rapporti.
Io ho suggerito una strada, cioè il percorso di crescita individuale in consapevolezza e in autostima di ciascuna persona in assenza di Guru e di Vip, e in assoluta orizzontalità critica. Ma con un'aggiunta: è ora di piantarla con questa febbre autoassolutoria nutrita dall'industria della denuncia per nutrire le sue Star e che paralizza noi. Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta. E' ora di farsi carico, e prima di tutto:
- farsi carico dei propri talenti, non importa se molti o pochi, con pari dignità rispetto a chiunque altro;
- farsi carico delle proprie responsabilità, senza scaricare le colpe solo sui potenti;
- accettare ciascuno di noi di pagare ogni prezzo lungo la strada per un mondo migliore; 
- creare consenso fra la gente sui valori comuni e su quei prezzi da pagare;
Divenire in altre parole cittadini adulti che, senza guru e senza vip, sappiano partecipare in orizzontale.

Le parole di Barnard sono dirette e incisive. Difficile dare un giudizio.
Mi viene solo da riflettere........

Barnard parla della censura subita sui blog di Grillo, Report e Annozero (video youtube)

Barnard sul V2day (video youtube)

Barnard sulle 3 proposte del V2day (video youtube)

POLITICA
17 aprile 2008
Signor...aggio!!






"Il signoraggio è una truffa monetaria e psicologica a cui tutti noi siamo soggetti. Questa truffa si nasconde e si potenzia dietro una cortina di silenzio e di morte e ha attraversato gli ultimi 300 anni senza lasciar trapelare nulla della propria esistenza"

Ma cos'è realmente il signoraggio? In pochi lo conoscono e ne percepiscono i suoi aberranti effetti. Praticamente ignorato dai grandi media, si trovano informazioni solo in rete.
Cercherò di spiegarlo in maniera abbastanza semplice ed illustrare le sue conseguenze.
Tecnicamente il signoraggio è il guadagno che deriva dal produrre moneta. Attualmente sono le banche centrali che si occupano di stampare moneta.
Creare una moneta ha dei costi, dovuti alla materia prima, alla manodopera,le tecniche anticontraffazione, ecc.L’insieme di tutti questi costi vanno a determinare il suo valore intrinseco. La moneta però riporta sulla facciata un numero che indica un altro valore:il valore nominale (o, per l’appunto, DI FACCIATA o anche LEGALE).
I due valori (intrinseco e nominale) differiscono tra loro e la loro differenza determina quello che si chiama signoraggio ossia il guadagno che ha chi ha creato quella moneta.
Anticamente le monete metalliche erano in oro e quindi con un valore intrinseco piuttosto alto. Il “signore" che coniava queste monete imprimeva loro un valore nominale più alto per poterci guadagnare e permettersi così un “aggio” economico notevole. Ad esempio con 9 grammi d’oro si poteva coniare una moneta e dire che era da 10 gr. d’oro (ma in realtà composta da 9 gr. d’oro + 1 gr. di metallo non nobile). La differenza tra valore nominale (10) e valore intrinseco (9) era il signoraggio (un grammo d’oro per moneta).
Quando all’oro si è sostituita la carta il discorso è peggiorato (per noi) e il signoraggio è arrivato a quasi il 100%. Infatti per stampare una banconota da 5 euro o una da 500 euro bastano 30 centesimi di euro e consideriamo anche che tale banconota non è più legata all’oro (non ha più ‘copertura’ e non è più ‘convertibile’). Questo vuol dire che il Signore moderno, ossia chi oggi crea moneta (ad esempio la BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) ha un potere enorme. Infatti questi organi privati (tutte le Banche Centrali sono private) possono ricattare o comunque influenzare intere Nazioni. Basti pensare che la Banca Mondiale nega prestiti a quei Paesi che non accettano di privatizzare il settore dell’acqua potabile! E questo è solo un esempio.
Dunque eliminare la banconota (moneta cartacea) elimina, per le signore banche, il ‘costo’ e aumenta al 100% il signoraggio sulla moneta elettronica. Inoltre la moneta è sottoposta ad un interesse (ad. es. 3%) che fa lievitare il debito dei cittadini di un Paese sovrano oltre il valore nominale della moneta stessa!
In pratica una moneta (banconota) da 100 euro costa al cittadino 103 euro e al Banchiere solo 30 centesimi.
Questo è il signoraggio.
Si potrebbe ovviare a tutto ciò in un modo molto semplice:basterebbe infatti che lo Stato, finalmente Sovrano, emettesse moneta senza debito, come fa, ad esempio, con le monete metalliche (naturalmente quelle con valore nominale maggiore del valore intrinseco, ad esempio i pezzi da 50 centesimi, 1 e 2 euro). 
In sostanza la moneta è prestata allo Stato dalla Banca Centrale Europea dietro la cessione di obbligazioni e CCT, che poi noi cittadini dobbiamo rimborsare, tramite le tasse!
La Banca Centrale è solo una tipografia e si comporta come se fosse la padrona della banconota! E' come se il proprietario di un  teatro si sentisse dire dal tipografo: «Considerato che l'ingresso al tuo spettacolo «vale» 30 allora i biglietti da me stampati te li affitto e me li paghi € 31»
Ecco perchè l'emissione decisa, controllata e gestita da entità private, dovrebbe spettare a governi democraticamente eletti.
Ma allora perchè lo stato non si stampa da solo i suoi soldi???? Qui le cose si fanno più complicate. Una tesi molto sostenuta in rete punta sul fatto che  i politici sono i servitori dei "grassi banchieri" e che fanno parte di  un intreccio tra politica, finanza e massoneria.
Per saperne di più:

Introduzione al signoraggio (video youtube)

Cos'è il signoraggio

signoraggio.com


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permalink | inviato da rizzocitizen il 17/4/2008 alle 22:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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