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POLITICA
12 novembre 2009
RIZZOCITIZEN 2.0

E' nato il nuovo
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Eccolo:

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POLITICA
12 ottobre 2009
Calabria radioattiva

Questa è una tipica storia italiana. Fatta di intrecci tra mafia e potere politico, di lassismo e connivenza degli organi preposti a vigilare. Questa vicenda ha come protagoniste una 30ina di navi disseminate a largo delle coste calabresi. Affandate ed imbottite di rifiuti radioattivi. Colpa delle industrie ( che preferiscono risparmiare sui costi di smaltimento a scapito dell'ambiente), della mafia (che mette scorie nocive proprio davanti casa sua) delle istittuzioni (molte sapevano) e della società civile ( mai realmente interessata ad "andare a fondo" nella questione, tra l'altro "venuta a galla" tanti anni fa:ricordate la vicenda jolly Rosso'???)
Questa puntata di Blu notte (in basso la prima parte) ne riassume la vicenda.
Altre info qui.

POLITICA
28 settembre 2009
Scudo illegale


 

Ecco l'appello del ex procuratore Bruno Tinti al presidente Napolitano. Uno che, da anni, mastica leggi in materia fiscale ed economica. Un integerrimo magistrato che riesce a farsi capire bene su come va la giustizia italiana.

Signor Presidente,
 
il Senato ha approvato l’emendamento Fleres alla legge che ha istituito lo scudo fiscale. Se anche la Camera lo approvasse, Lei resterebbe l’ultima difesa.

Signor Presidente, con questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediarie professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l'obbligo di segnalazione per l'antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento.

Le prime due previsioni, in realtà, non cagioneranno un grave danno al concreto esercizio della giustizia penale: da anni (dal 2000) una legge costruita all’esplicito scopo di impedire i processi penali in materia di reati fiscali assicura l’impunità alla quasi totalità degli evasori. Perché l’evasione fiscale costituisca reato bisogna evadere un’imposta superiore a 103.000 euro per ogni anno di imposta; e i casi di evasione superiori a tale soglia si aggirano intorno al 10 % del totale. E’ormai impossibile celebrare un processo per falsa fatturazione, e dunque anche per frode all’Iva comunitaria: quando si scopre una “cartiera” (una società che emette fatture false) e quindi si scoprono gli “utilizzatori finali” (secondo una recente definizione che ha avutomolto successo) di queste fatture, poi non si può fare un unico processo ma tanti quanti sono i luoghi in cui questi utilizzatori hanno il loro domicilio fiscale; il che è fonte di tali sprechi di tempo e di risorse da garantire nella quasi totalità dei casi la prescrizione. Infine, una delle forme più insidiose di evasione fiscale, quella commessa mediante la sistematica falsificazione della contabilità (il sistema seguito dalla quasi totalità degli evasori), è stata considerata un reato lieve, punito con una pena massima di 3 anni di reclusione; il che significa che nessuno va mai in prigione per via di sospensione condizionale della pena, indulto, affidamento in prova al servizio sociale.

Quanto al falso in bilancio, non è certo una novità che dopo la riforma della legislazione societaria voluta dal governo Berlusconi (che ha consentito allo stesso Berlusconi di essere assolto in molti processi in cui era imputato per questo reato), in Italia di processi del genere non se ne fanno più: il falso in bilancio è divenuto un reato fantasma, che c’è in astratto ma non si processa mai in concreto.

Ma la nuova legge contiene una norma che è una calamità: essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di donne, sequestratori di persona e altri delinquenti di grosso livello.

Signor Presidente, il danaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino. Il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenzia visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano il loro denaro a Miami e lo “ripuliscono”pagando circa il 50 per cento: questo è il prezzo del riciclaggio. Se passasse questa legge, avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore: lo scudo fiscale costa solo il 5 per cento.

E’ vero, la nuova legge prevede che la possibilità per banche e altri intermediari di non rispettare l'obbligo di segnalazione per l'antiriciclaggio sia limitata ai reati fiscali e al falso in bilancio. Ma, signor Presidente, chi glielo spiegherà alle banche (che certamente non hanno molto interesse a scoraggiare queste iniziative da cui ricavano dei bei soldi) che i capitali che rientrano provengono da un traffico di armi e non da evasione fiscale? Come distinguere il provento dell’evasione fiscale da quello di altri truci e violenti delitti?

Non si può, signor Presidente: questa legge garantirà ai peggiori delinquenti una prospera e sicura verginità.

Signor Presidente, questa legge è una bandiera dell’illegalità: dove non avrà concreti effetti sul piano penale, trasmetterà un messaggio di opportunismo: renderà evidente a tutti che adempiere ai propri obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle imprese, è un’ingenuità, peggio è antieconomico. E’ una legge criminogena perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo tutti che “pagare le tasse” è cosa inutile, perfino stupida, tanto,prima o poi …. E dove invece e purtroppo avrà concrete conseguenze, sitratterà di un formidabile favoreggiamento nei confronti delle forme più gravi di delinquenza organizzata. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Magistratura non potranno nemmeno trovare le prove di questi reati, forse conosciuti per altre vie, poiché il provento del reato sarà ormai sparito.

Signor Presidente non firmi questa legge; eviti che il nostro Paese sia sospinto ancora più in fondo nel precipizio di illegalità, peggio, di immoralità che ci sta separando dai Paesi civili.

Sottoscrivi l'appello.

POLITICA
31 agosto 2009
VIDEOCRACY

Venerdi esce un film controverso. Parla di quella scatola (ora sempre più snella) attraente e diabolica presente in ogni salotto degli italiani. Parla della rivoluzione culturale dalle tv commerciali,da un trentennio a questa parte, del mutamento delle abitudini, stili di vita, di pensare degli italiani. Un immenso mezzo di diffusione di cultura ed al tempo stesso di manipolazione delle menti, soprattutto quelle "medie".
"Videocracy", è il film di cui stò parlando, ed uscirà venerdì nelle sale italiane. Non lo sapevate? Beh, perchè il trailer della pellicola non verrà mandato in onda. Mediaset, logicamente, ha rispedito il tutto al mittente: "il film è palesemente contro le tv commerciali e non lo mandiamo". Per la Rai è impossibile mandare in onda il trailer perchè "ciò violerebbe il pluralismo, dato che il film colpisce chiaramente solo una parte politica". Come se fosse colpa di Erik Giardini(il regista del film) che il creatore della tv commerciale, in Italia, coincide con un esponente politico, attualmente e da molto tempo, a capo del governo.
Ecco il trailer. Meno male che c'è la rete, incensurabile per le sue meravigliose "caratteristiche virulente".

POLITICA
23 giugno 2009
Fallimendum


E' uno dei pochi momenti di democrazia partecipativa. Un potentissimo, quanto illusorio strumento nelle mani degli elettori per partecipare al procedimento legislativo della nazione.
Anche questa volta un nulla di fatto. Prevedibilissimo! Poca informazione, troppo tecnicismo, tanta ignoranza.
Peccato, perchè il terzo quesito dava l'occasione per risbattere in faccia ai politici l'ennesimo inganno perpetrato ai nostri danni. I segretari di partito continueranno, tramite il meccanismo delle candidature multiple, a gestire le poltrone a loro piacimento.
Certo, mica il referendum poteva essere la soluzione del problema. Quei porci sarebbero stati capaci di trovare un escamotage (vedi reinserimento del finanziamento pubblico ai partiti, dopo l'abolizione, proprio, grazie ad un referendum: leggi qui).

Ecco una breve storia dei referendum in Italia:

DIVORZIO
- Poco dopo l'approvazione (1970) della legge di attuazione del referendum, comincia laraccolta delle firme per abrogare la legge sul divorzio. Per il primo scioglimento anticipato di ambedue le Camere, il voto slitta al 12 maggio 1974. Vincono i no, con il 59,3%.

I PRIMI REFERENDUM RADICALI - L'11 giugno 1978 si vota sulla legge Reale (ordine pubblico) e sul finanziamento pubblico dei partiti. Vincono ancora i NO. La Consulta ne aveva respinti altri quattro e due erano saltati per la modifica delle leggi.

PRO E CONTRO L'ABORTO - Il 17 maggio 1981 i referendum sono cinque: due sull'aborto (uno radicale per l'allargamento, l'altro, del Movimento per la vita, per la restrizione). Gli altri tre vogliono abrogare la legge Cossiga sull'ordine pubblico, l'ergastolo e il porto d'armi. Ancora una volta vittoria dei NO.

IL PRIMO REFERENDUM ECONOMICO - Il 9 giugno 1985, si vota sulla proposta di abrogare il taglio dei punti di scala mobile, deciso dal governo Craxi. Le firme sono raccolte dal Pci. Anche in questo caso la vittoria andrà ai NO, con il 54,3%.

NUCLEARE - L'8 novembre 1987 si vota per cinque referendum, tre dei quali sul nucleare (l'incidente di Cernobyl è del 1986). Gli altri due su responsabilità civile dei giudici e commissione inquirente. Per la prima volta vincono i SI, in tutti e 5 i casi.

I REFERENDUM AMBIENTALISTI - Il 3 giugno 1990, si vota su tre referendum di iniziativa ecologista, due sulla caccia e uno sui pesticidi. I SI sono più del 90%, ma il numero dei votanti non raggiunge il quorum del 50%.

LEGGI ELETTORALI - Il 9 giugno 1991 si vota per abrogare le preferenze elettorali. Respinte dalla Consulta altre due richieste (sistema elettorale di Senato e Comuni), presentate da Segni. I SI sono il 95,6%, i votanti il 62,2%, fallisce quindi l'invito di Craxi ad "andare al mare".

SISTEMA ELETTORALE - Il 18 aprile 1993 si vota su otto referendum. Gli elettori rispondono con otto SI. Il voto più importante Ë quello che modifica in senso maggioritario la legge elettorale del Senato. Aboliti tre ministeri (Agricoltura, Turismo e Partecipazioni statali), il finanziamento pubblico dei partiti, le nomine politiche nelle Casse di Risparmio.

I REFERENDUM SULLA TV -
L'11 giugno 1995 si vota per 12 referendum. Il no vince sui tre quesiti più importanti che riguardano la legge Mammì, e sulla richiesta di modificare il sistema elettorale per i comuni.

TUTTI AL MARE - Il 15 giugno 1997 niente quorum per i sette referendum superstiti (dei 30 iniziali). Si vota su Ordine dei giornalisti, golden share, carriera e incarichi extragiudiziari dei magistrati e altri argomenti minori.

IL REFERENDUM SUL PROPORZIONALE - Il 18 aprile 1999 il referendum per l'abolizione della quota proporzionale nel sistema elettorale per la Camera fallisce per pochissimo. Votano solo il 49,6%. Tra i votanti il SI ottiene il 91,5%. Errore di previsione dell'Abacus, le cui prime proiezioni danno per raggiunto il quorum.

NEL 2000 QUORUM LONTANISSIMO - Si vota per sette referendum abrogativi. Nessuno di loro raggiunge il quorum. La percentuale dei votanti oscilla tra il 31,9 e il 32,5%. Il SI ha comunque la maggioranza nei referendum per l'elezione del Csm, gli incarichi extragiudiziali dei magistrati, la separazione delle carriere, i rimborsi elettorali, le trattenute sindacali e l'abolizione della quota proporzionale. Sono invece di più i NO nel referendum sui licenziamenti.

FEDERALISMO - 2001 - Si tratta del primo refendum costituzionale della storia, con regole e significato diversi da quelli cui gli elettori italiani sono abituati. La consultazione è valida con qualsiasi numero di voti: non è infatti necessario raggiungere il "quorum" (50% degli aventi diritto più uno). Si tratta inoltre di un referendum confermativo: i cittadini sono quindi chiamati a dare il via libera a una nuova legge e non, come avvenuto finora, a bocciarne una già in vigore. I cittadini italiani sono chiamati a confermare o bocciare la legge sul cosiddetto "federalismo" approvata dal Parlamento con meno di due terzi della maggioranza. Il Sì vince con oltre il 64%

2003 - ART. 18 ED ELETTRODOTTI - Riguardano: 1) l'estensione del diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati senza giusta causa anche per i lavoratori delle aziende che occupano meno di 15 dipendenti 2) rendere più difficile e comunque più "garantito" il passaggio degli elettrodotti sul territorio. L'attuale normativa stabilisce che ogni proprietario è obbligato a dare passaggio sui suoi terreni alle condutture elettriche. Nessuno di loro raggiunge il quorum. La percentuale dei votanti è del 25,7 .

2005 - PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA - Si vota su 4 quesiti per abrogare le parti più proibizioniste della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita. La Chiesa scende in campo con una campagna palesemente astensionista. Nonostante un vasto schieramento per il Sì e una discreta informazione da parte dei mass-media il quorum è lontano. Vota il 25,6 % deli elettori

(fonte)

Per gli amanti delle statistiche, i dati completi e dettagliati qui



POLITICA
2 maggio 2009
Lunga vita al primo maggio





Al di la delle polemiche, delle contraddizioni, il concerto del primo maggio rimane una della poche manifestazioni che riempie le piazze, luogo di socialità per eccellenza, e le inonda di buona musica.
Qualche nota stonata: Vasco che c'entra col primo maggio??? Le bandiere dell'Italia( considerazione consapevolmente faziosa)???

Più primo maggio, meno Grande Fratello e Uomini e Donne....Sono loro i giovani italiani!!!!

Spazio alla musica (video youtube):

Caparezza - Ilaria condizionata
Caparezza - Io diventerò qualcuno

Nomadi - Io vagabondo

Bandabardò - 20 bottiglie di vino
Bandabardò - Bambino

Peppe Voltarelli - Onda Calabra

PFM - il testamento di Tito
PFM - il pescatore

Afterhours - Ballata per piccola iena

Cisco - I cento passi

ps. Per ascoltare i video dal blog mettete in pausa il lettore musicale sulla destra.


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Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.
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