Blog: http://rizzocitizen.ilcannocchiale.it

Fallimendum


E' uno dei pochi momenti di democrazia partecipativa. Un potentissimo, quanto illusorio strumento nelle mani degli elettori per partecipare al procedimento legislativo della nazione.
Anche questa volta un nulla di fatto. Prevedibilissimo! Poca informazione, troppo tecnicismo, tanta ignoranza.
Peccato, perchè il terzo quesito dava l'occasione per risbattere in faccia ai politici l'ennesimo inganno perpetrato ai nostri danni. I segretari di partito continueranno, tramite il meccanismo delle candidature multiple, a gestire le poltrone a loro piacimento.
Certo, mica il referendum poteva essere la soluzione del problema. Quei porci sarebbero stati capaci di trovare un escamotage (vedi reinserimento del finanziamento pubblico ai partiti, dopo l'abolizione, proprio, grazie ad un referendum: leggi qui).

Ecco una breve storia dei referendum in Italia:

DIVORZIO
- Poco dopo l'approvazione (1970) della legge di attuazione del referendum, comincia laraccolta delle firme per abrogare la legge sul divorzio. Per il primo scioglimento anticipato di ambedue le Camere, il voto slitta al 12 maggio 1974. Vincono i no, con il 59,3%.

I PRIMI REFERENDUM RADICALI - L'11 giugno 1978 si vota sulla legge Reale (ordine pubblico) e sul finanziamento pubblico dei partiti. Vincono ancora i NO. La Consulta ne aveva respinti altri quattro e due erano saltati per la modifica delle leggi.

PRO E CONTRO L'ABORTO - Il 17 maggio 1981 i referendum sono cinque: due sull'aborto (uno radicale per l'allargamento, l'altro, del Movimento per la vita, per la restrizione). Gli altri tre vogliono abrogare la legge Cossiga sull'ordine pubblico, l'ergastolo e il porto d'armi. Ancora una volta vittoria dei NO.

IL PRIMO REFERENDUM ECONOMICO - Il 9 giugno 1985, si vota sulla proposta di abrogare il taglio dei punti di scala mobile, deciso dal governo Craxi. Le firme sono raccolte dal Pci. Anche in questo caso la vittoria andrà ai NO, con il 54,3%.

NUCLEARE - L'8 novembre 1987 si vota per cinque referendum, tre dei quali sul nucleare (l'incidente di Cernobyl è del 1986). Gli altri due su responsabilità civile dei giudici e commissione inquirente. Per la prima volta vincono i SI, in tutti e 5 i casi.

I REFERENDUM AMBIENTALISTI - Il 3 giugno 1990, si vota su tre referendum di iniziativa ecologista, due sulla caccia e uno sui pesticidi. I SI sono più del 90%, ma il numero dei votanti non raggiunge il quorum del 50%.

LEGGI ELETTORALI - Il 9 giugno 1991 si vota per abrogare le preferenze elettorali. Respinte dalla Consulta altre due richieste (sistema elettorale di Senato e Comuni), presentate da Segni. I SI sono il 95,6%, i votanti il 62,2%, fallisce quindi l'invito di Craxi ad "andare al mare".

SISTEMA ELETTORALE - Il 18 aprile 1993 si vota su otto referendum. Gli elettori rispondono con otto SI. Il voto più importante Ë quello che modifica in senso maggioritario la legge elettorale del Senato. Aboliti tre ministeri (Agricoltura, Turismo e Partecipazioni statali), il finanziamento pubblico dei partiti, le nomine politiche nelle Casse di Risparmio.

I REFERENDUM SULLA TV -
L'11 giugno 1995 si vota per 12 referendum. Il no vince sui tre quesiti più importanti che riguardano la legge Mammì, e sulla richiesta di modificare il sistema elettorale per i comuni.

TUTTI AL MARE - Il 15 giugno 1997 niente quorum per i sette referendum superstiti (dei 30 iniziali). Si vota su Ordine dei giornalisti, golden share, carriera e incarichi extragiudiziari dei magistrati e altri argomenti minori.

IL REFERENDUM SUL PROPORZIONALE - Il 18 aprile 1999 il referendum per l'abolizione della quota proporzionale nel sistema elettorale per la Camera fallisce per pochissimo. Votano solo il 49,6%. Tra i votanti il SI ottiene il 91,5%. Errore di previsione dell'Abacus, le cui prime proiezioni danno per raggiunto il quorum.

NEL 2000 QUORUM LONTANISSIMO - Si vota per sette referendum abrogativi. Nessuno di loro raggiunge il quorum. La percentuale dei votanti oscilla tra il 31,9 e il 32,5%. Il SI ha comunque la maggioranza nei referendum per l'elezione del Csm, gli incarichi extragiudiziali dei magistrati, la separazione delle carriere, i rimborsi elettorali, le trattenute sindacali e l'abolizione della quota proporzionale. Sono invece di più i NO nel referendum sui licenziamenti.

FEDERALISMO - 2001 - Si tratta del primo refendum costituzionale della storia, con regole e significato diversi da quelli cui gli elettori italiani sono abituati. La consultazione è valida con qualsiasi numero di voti: non è infatti necessario raggiungere il "quorum" (50% degli aventi diritto più uno). Si tratta inoltre di un referendum confermativo: i cittadini sono quindi chiamati a dare il via libera a una nuova legge e non, come avvenuto finora, a bocciarne una già in vigore. I cittadini italiani sono chiamati a confermare o bocciare la legge sul cosiddetto "federalismo" approvata dal Parlamento con meno di due terzi della maggioranza. Il Sì vince con oltre il 64%

2003 - ART. 18 ED ELETTRODOTTI - Riguardano: 1) l'estensione del diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati senza giusta causa anche per i lavoratori delle aziende che occupano meno di 15 dipendenti 2) rendere più difficile e comunque più "garantito" il passaggio degli elettrodotti sul territorio. L'attuale normativa stabilisce che ogni proprietario è obbligato a dare passaggio sui suoi terreni alle condutture elettriche. Nessuno di loro raggiunge il quorum. La percentuale dei votanti è del 25,7 .

2005 - PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA - Si vota su 4 quesiti per abrogare le parti più proibizioniste della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita. La Chiesa scende in campo con una campagna palesemente astensionista. Nonostante un vasto schieramento per il Sì e una discreta informazione da parte dei mass-media il quorum è lontano. Vota il 25,6 % deli elettori

(fonte)

Per gli amanti delle statistiche, i dati completi e dettagliati qui



Pubblicato il 23/6/2009 alle 22.56 nella rubrica ATTUALITA'.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web